Esclusione dopo obiezioni di diversi stati arabi e musulmani; il comitato esecutivo del progetto dovrebbe essere guidato da Nickolay Mladenov
L'ex premier britannico Tony Blair è stato escluso dalla lista dei candidati per il "Board of peace" previsto dal piano di pace del presidente americano Donald Trump per la Striscia di Gaza, a fronte delle obiezioni mosse da diversi stati arabi e musulmani. È quanto riporta il Financial Times citando fonti al corrente della questione.
Era stato lo stesso presidente americano a indicare Blair nel "Board of Peace" quando presentò il suo piano in 20 punti per porre fine alla guerra tra Israele e Hamas.
Un alleato dell'ex premier britannico ha tenuto a precisare che il "Board of peace" sarà composto da leader mondiali in carica e ci sarà un comitato esecutivo più ristretto al suo interno, in cui dovrebbe sedere Blair insieme all'inviato USA per il Medio Oriente, Steve Witkoff, al genero di Trump, Jared Kushner, e ad altri alti funzionari dei paesi arabi e occidentali.
Il comitato esecutivo, non menzionato nel piano di pace, verrà creato come parte della struttura di governo postbellica e dovrebbe avere funzioni di coordinamento tra il "Board of peace" e il comitato tecnico palestinese incaricato della gestione quotidiana della Striscia di Gaza.
Secondo il Financial Times, il comitato esecutivo sarà guidato dall'ex inviato ONU e ministro della Difesa bulgaro Nickolay Mladenov. Il diplomatico bulgaro, oggi alla guida dell'Accademia Diplomatica Anwar Gargash di Abu Dhabi, è stato inviato speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente tra il 2015 e il 2020, spesso agendo da mediatore tra Israele e Hamas.
Secondo il Financial Times, Blair è stato silenziosamente escluso dalla lista dei candidati per il consiglio che Trump ha dichiarato di voler presiedere personalmente.
Mentre i sostenitori dell'ex premier britannico avevano sottolineato il suo ruolo nel porre fine a decenni di violenza nell'Irlanda del Nord, i critici avevano sottolineato il suo "scarso" curriculum di successi come rappresentante del cosiddetto Quartetto - Onu, Unione Europea, Stati Uniti e Russia - per contribuire alla mediazione della pace in Medio Oriente.
Nel mondo arabo in generale, ricorda dal canto suo il Guardian, Blair era visto con scetticismo e ostilità anche per il suo ruolo nella disastrosa invasione dell'Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003.