Un funzionario avverte che Pechino potrebbe usare il Giorno della Memoria del Massacro di Nanchino per intensificare esercitazioni; Taipei monitorerà e coordinerà con agenzie e alleati
Un funzionario della sicurezza nazionale di Taiwan ha avvertito che la Cina potrebbe usare il Giorno della Memoria nazionale del Massacro di Nanchino, che ricorre il 13 dicembre, come pretesto per intensificare la pressione militare sulla regione, anche con il possibile lancio di manovre congiunte su vasta scala.
Lo riporta il "Liberty Times" di Taipei, secondo cui se la Cina non riuscirà a trovare una via d'uscita all'impasse diplomatica con il Giappone nella prossima settimana, potrebbe aumentare le minacce militari come monito verso Tokyo o altri attori regionali.
La premier giapponese Sanae Takaichi in una sessione parlamentare del 7 novembre non ha escluso un intervento militare di Tokyo in caso di attacco cinese all'isola, mandando Pechino su tutte le furie, dato che considera la questione di Taiwan un fatto "interno" e l'isola una parte "sacra" e "inalienabile" del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario.
Quando gli è stato chiesto di commentare la previsione del funzionario citato in forma anonima, il direttore generale dell'Ufficio per la Sicurezza nazionale, Tsai Ming-yen, ha riferito che novembre e dicembre sono in genere i mesi di punta per le manovre militari cinesi. Si legge nel resoconto dell'agenzia statale CNA.
Tsai ha notato che Pechino potrebbe trasformare "le manovre di routine, come pattugliamenti congiunti di prontezza al combattimento e addestramento marittimo a lungo raggio, in esercitazioni mirate semplicemente riorganizzandole e assegnando nomi in codice specifici per le esercitazioni".
Il suo Ufficio collaborerà con le agenzie di intelligence e il ministero della difesa per monitorare i movimenti dell'Esercito popolare di liberazione e, se necessario, sarà avviata la cooperazione con gli alleati internazionali.