Estero

Kiev smentisce la presa di Pokrovsk e denuncia propaganda russa

Putin rilancia il controllo della città con un video della bandiera; Kiev parla di tentativo propagandistico mentre arrivano a Mosca gli inviati Usa Witkoff e Kushner

2 dicembre 2025
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Lo scontro delle rivendicazioni viaggia in parallelo con quello del fronte di Donetsk, dove i militari ucraini negano che le forze russe abbiano conquistato la roccaforte di Pokrovsk.

"Le unità delle Forze di Difesa ucraine continuano le operazioni difensive in settori difficili della linea del fronte, in particolare a Pokrovsk" e - nel Kharkiv - "a Vovchansk e Kupiansk", ha dichiarato lo Stato maggiore di Kiev. Bollando come "dichiarazioni vanagloriose" quelle "dei vertici dello Stato aggressore" russo "in merito alla 'cattura' di questi insediamenti: non corrispondono alla realtà".

Ma dall'altra parte del fronte, Vladimir Putin insiste che la città, teatro da mesi di una feroce battaglia, è ormai "completamente sotto il controllo russo", invitando i giornalisti stranieri e perfino ucraini a visitarla per vederlo con i propri occhi. E, secondo lo zar, "nei prossimi giorni" toccherà a Kupiansk, dove le forze russe "avanzano".

Secondo il presidente russo, "dalla testa di ponte" di Pokrovsk l'esercito russo può facilmente avanzare in qualsiasi direzione. "Sia la parte ucraina che le forze armate russe hanno sempre attribuito un significato speciale a questa città: non è semplicemente una grande infrastruttura collegata a un'intera rete di collegamento con la regione. Soprattutto, in termini militari, è un buon trampolino per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati all'inizio dell'operazione militare speciale", è l'analisi dello zar.

Senza utilizzare i toni retorici del capo del Cremlino, da mesi gli analisti evidenziano come la caduta di Pokrovsk aprirebbe lo spazio alle forze russe per avanzare verso Kramatorsk e Sloviansk, le due più grandi città ancora controllate dall'Ucraina nel Donetsk, portando i russi a un passo dal controllo totale del Donbass.

E il video rilanciato lunedì dal ministero della Difesa russo che immortala i soldati di Mosca che issano la bandiera russa sulla piazza centrale di Pokrovsk sembrava aver dato il colpo di grazia alle speranze ucraine di tenere la città.

Ma gli esperti evidenziano anche che l'accelerata della retorica di conquista impressa da Putin coincide con l'arrivo a Mosca degli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner per negoziare la fine della guerra. Come a inviare il messaggio agli americani che la Russia ha la superiorità sul campo di battaglia, e che quindi gli Stati Uniti non dovrebbero inchinarsi alle richieste ucraine o europee sulle trattative.

Di questo avviso è anche lo Stato maggiore ucraino: "Si tratta semplicemente dell'ennesimo tentativo del Cremlino di utilizzare un video di una bandiera piantata a fini propagandistici per influenzare i partecipanti ai negoziati internazionali", è la lettura dei militari ucraini che rivendicano di aver respinto i russi che hanno issato il vessillo e di mantenere le posizioni nel nord della città.

Tuttavia, non riescono a negare quanto siano dure le battaglie sul fronte della città. E, secondo un'analisi dell'AFP sui dati del think tank americano ISW, il mese scorso l'esercito russo ha effettuato la sua più grande avanzata in Ucraina dal novembre 2024, se si escludono le prime settimane di guerra.