700 dipendenti della RTK senza stipendio e lavoratori del trasporto pubblico in protesta mentre la crisi politica e lo scioglimento del parlamento portano a elezioni anticipate
La situazione di prolungata crisi politica in Kosovo sta avendo pesanti ripercussioni sul bilancio statale, con diverse categorie di lavoratori sul piede di guerra per forti ritardi o per il mancato pagamento degli stipendi.
I 700 dipendenti della Radiotelevisione pubblica RTK, che da due mesi non ricevono i loro salari, hanno deciso lo stato di agitazione attuando da oggi due ore di sciopero al giorno. In loro appoggio è intervenuto Ricardo Gutiérrez, segretario generale della Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ), che in una lettera al premier kosovaro Albin Kurti ha sollecitato la soluzione di tale grave situazione, che rischia di divenire insostenibile, e ha chiesto che vengano garantiti gli stipendi. In sciopero da oggi anche i lavoratori del trasporto pubblico.
Dopo che l'estate scorsa i dipendenti di RTK erano rimasti senza stipendio per due mesi, il governo aveva trovato una soluzione temporanea per tre mesi, ma ora la crisi si è riproposta, dopo lo scioglimento nei giorni scorsi del parlamento in vista delle nuove elezioni anticipate il 28 dicembre prossimo. All'ennesimo voto anticipato si è giunti dopo che dalle elezioni legislative del 9 febbraio scorso non si è riusciti a formare un governo. Il nuovo parlamento si è costituito solo in ottobre per il braccio di ferro fra il partito di maggioranza Vetevendosje (Autodeterminazione) del premier Kurti e le forze di opposizione sull'elezione del presidente dell'Assemblea. Ma dopo l'insediamento del nuovo parlamento non è stato possibile formare un esecutivo, con due tentativi - uno del premier uscente Kurti e l'altro di un esponente del suo stesso partito - che non hanno ottenuto la fiducia del parlamento. Vetevendosje ha vinto le elezioni del 9 febbraio ma non ha in parlamento la maggioranza per formare da solo un nuovo governo. Nessuno degli altri partiti ha accettato finora di allearsi in un'eventuale coalizione.