La Francia fa quadrato contro il narcotraffico a Marsiglia: dopo diversi crimini di sangue che hanno segnato in questi ultimi tempi la città francese affacciata sul Mediterraneo, il presidente, Emmanuel Macron, ha convocato un vertice d'urgenza all'Eliseo, nel quale ha chiesto ai suoi ministri di "amplificare" la lotta al narcotraffico.
Tra i segnali più inquietanti, l'assassinio ritenuto "intimidatorio", il 13 novembre, di Medhi Kessaci, fratello di Amine Kessaci, giovane militante del partito Les Ecologistes impegnato al fianco delle vittime dei narcos. Un "assassinio intimidatorio", che segna "un punto di svolta" nell'azione del crimine organizzato a Marsiglia, ha confermato oggi il ministro dell'Interno, Laurent Nunez, denunciando le "mafie marsigliesi".
Al termine del vertice con Macron, il titolare di Place Beauvau ha poi annunciato che si recherà da giovedì a Marsiglia insieme al collega responsabile della Giustizia, Gérald Darmanin. Macron ha convocato un nuovo vertice per "metà dicembre", dopo il quale andrà a sua volta a Marsiglia.
Da parte sua, il premier Sébastien Lecornu ha chiesto che la lotta al narcotraffico si ispiri a quella "al terrorismo". Intervenendo in parlamento, Lecornu ha parlato di "enorme sfida di società che ci attende e su cui, ne sono certo, sapremo fare quadrato e proclamare una forma di unità nazionale". Da parte sua, il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, intende presentare giovedì a Bruxelles una proposta per istituire un "regime trasversale" di sanzioni, in particolare, contro il narcotraffico. Mentre l'esponente del Rassemblement National (Rn), Franck Allisio, invoca "lo stato d'emergenza" per Marsiglia.
Il 13 novembre, intorno alle 14:30, il fratello ventenne di Amine Kessaci è stato freddato con colpi d'arma da fuoco a due passi dalla più grande sala concerti di Marsiglia. Il 9 ottobre un altro uomo era stato ucciso in pieno giorno in un quartiere del centro. Secondo l'Afp, quest'ultimo era il 14/o omicidio legato al traffico di droga da inizio 2025 nella zona.