I genitori sono stati trattenuti 11 ore dalla Hertfordshire Police per aver contestato il trattamento della figlia e condiviso denunce su WhatsApp; risarcimento 20.000 sterline
Scuse e indennizzo da 20.000 sterline (quasi 21.000 franchi) per "arresto illegale": è questo l'epilogo dell'ennesimo caso imbarazzante recente che tocca la polizia britannica. Le vittime di questa specifica vicenda sono due genitori trascinati via da casa loro e tenuti in detenzione dalla Hertfordshire Police, nel sud dell'Inghilterra, per 11 ore solo per aver contestato con toni accesi il trattamento della loro figlia da parte degli insegnanti di una scuola elementare e aver condiviso le loro denunce su una chat WhatsApp.
I due erano stati accusati di stalking e comunicazioni moleste attraverso i social media sulla base del Malicious Communications Act, una legge del 1988 resa ancor più severa da norme ad hoc approvate sull'isola negli ultimi anni: norme tra le più punitive (e controverse) al mondo. Sono poi stati rilasciati e scagionati del tutto; oggi i vertici di polizia hanno ammesso la prevaricazione commessa e hanno annunciato il pagamento di un risarcimento danni destinato a mettere fine all'azione legale intentata dalla coppia.
La legislazione britannica ha portato nell'ultimo anno a un record di arresti per presunte istigazioni e molestie verbali commesse attraverso piattaforme digitali, con numeri incomparabilmente superiori - in relazione a questo tipo di reato - non solo a quelli di qualunque altro Paese occidentale, ma anche di qualunque Stato autoritario o dalle credenziali democratiche contestate. Un trend criticato da più parti in patria — sia da ambienti liberal sia di destra — con argomentazioni diverse; in certi casi è stato preso di mira come esempio di minaccia alla libertà di opinione anche dall'amministrazione Usa di Donald Trump.