Il Quotidiano del Popolo parla di "dichiarazioni fallaci" che "rianimano lo spettro del militarismo" e la CCTV avverte conseguenze se Takaichi non si pente
I media statali cinesi continuano ad avere nel mirino la premier nipponica Sanae Takaichi per i suoi commenti su Taiwan, intensificando le critiche. Un editoriale del Quotidiano del Popolo, la voce del Partito comunista, ha attaccato a muso duro, osservando che "le dichiarazioni fallaci" della premier su Taiwan "equivalgono a rianimare lo spettro del militarismo", che ha segnato il Giappone della fine del 1800.
Una postura che "smaschera pienamente le visioni storiche e strategiche del tutto errate e pericolose delle forze di destra in Giappone", ha rincarato l'editoriale, secondo cui la postura di Takaichi è un "pericoloso cambiamento nella direzione strategica del Giappone".
Le sue pericolose dichiarazioni, "che hanno scosso i nervi di tutte le parti, non sono state solo un'incoscienza strategica, ma anche una provocazione deliberata". Un commento del network statale CCTV ha notato che "se Sanae Takaichi si rifiuta di pentirsi, il Giappone sarà condannato per l'eternità".
La premier nipponica, durante una sessione parlamentare dello scorso 7 novembre, ha affermato che "l'uso della forza su Taiwan" da parte della Cina potrebbe costituire una "situazione di minaccia alla sopravvivenza" del Giappone e quindi causare un intervento di Tokyo in base alla "autodifesa collettiva". Giudizi che hanno innescato la dura reazione cinese che considera Taiwan parte "sacra" e "inalienabile" del suo territorio da riunire anche con la forza, se necessario.