Estero

Bangladesh: strade vuote per verdetto Hasina, rischia pena di morte

17 novembre 2025
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C'è pochissimo traffico a Dacca rispetto ad altri giorni lavorativi. La maggior parte dei residenti si è tenuta lontana dalle strade in attesa del verdetto contro la ex prima ministra latitante Sheikh Hasina, atteso per oggi.

Secondo quanto riporta Dacca Al-Jazeera, la gente in Bangladesh in queste ore è "incollata ai televisori" in attesa di notizie. Il Dhaka Tribune, secondo la testata araba, attribuisce le strade "insolitamente vuote" alla chiusura nazionale voluta dal partito di Hasina, la Lega Awami. Hasina, latitante, è accusata di crimini contro l'umanità, e rischia la pena di morte.

Hasina, 78 anni, ha sfidato gli ordini del tribunale di tornare dall'India per partecipare al processo sul presunto ordine di repressione mortale contro una rivolta studentesca che l'ha estromessa nell'agosto 2024.

Il Bangladesh è in subbuglio politico dalla fine del governo autocratico di Hasina e la violenza ha sporcato la campagna elettorale per le elezioni previste per febbraio 2026. Le Nazioni Unite affermano che fino a 1.400 persone sono state uccise nelle repressioni mentre Hasina cercava di aggrapparsi al potere.

"Giustizia sarà fatta secondo la legge", ha dichiarato il procuratore capo Tajul Islam quando è stata fissata la data del verdetto la scorsa settimana. I pubblici ministeri hanno formulato cinque capi d'accusa, tra cui la mancata prevenzione di un omicidio, che costituiscono crimini contro l'umanità secondo la legge bengalese.

Il processo ha ascoltato mesi di testimonianze in contumacia che la accusano di aver ordinato uccisioni di massa. Hasina ha definito il processo una "barzelletta giurisprudenziale". Tra i suoi coimputati figurano l'ex ministro degli Interni Asaduzzaman Khan Kamal, anche lui latitante, e l'ex capo della polizia Chowdhury Abdullah Al-Mamun, che è in custodia cautelare e si è dichiarato colpevole.

Ad Hasina è stato assegnato un avvocato d'ufficio per il processo, ma si è rifiutata di riconoscere l'autorità della corte e ha affermato di respingere tutte le accuse.

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