Luis Rubiales, l'ex presidente della Federcalcio spagnola (Rfef), condannato per aggressione sessuale dopo il bacio forzato alla calciatrice della Nazionale iberica, Jenni Hermoso, durante la premiazione dei Mondiali di calcio 2023, è stato colpito da un lancio di uova durante la presentazione del suo nuovo libro a Madrid.
Rubiales, secondo le immagini riprese in un video riversato sui social, ha immediatamente reagito tentando di inseguire l'autore del lancio di uova, prima di essere fermato da altri partecipanti all'evento. Mentre l'autore del lancio di uova, che ha riconosciuto come suo zio, è stato arrestato dalla polizia.
L'incidente è avvenuto durante la presentazione del libro 'Matar a Rubiales', in cui l'ex presidente della Rfef passa in rivista la sua lunga gestione della Federcalcio. E lo scandalo del bacio non consentito alla Hermoso, per il quale fu squalificato per tre anni dalla Fifa, rassegnò le sue dimissioni, e fu poi condannato al pagamento di una multa di 10'800 euro per aggressione sessuale.
"Ho scoperto che era mio zio, si chiama Luis Ruben", ha spiegato Rubiales al portale web El Periodista Digital in riferimento all'aggressore armato di uova. "Ha lanciato uova contro di me perché è una persona squilibrata, e non penso abbia nessuna giustificazione per questo", ha aggiunto. "Lo hanno arrestato e portato via e dovrò intraprendere azioni contro di lui, perché episodi del genere non accadano più", ha assicurato.
Nel libro Rubiales, che non ha mai riconosciuto l'aggressione alla Hermoso, sostenendo che il bacio fu consenziente, difende le sue politiche di "sostegno al calcio femminile" che lo hanno portato ai vertici del calcio e sostiene che il governo progressista spagnolo, il presidente della Fifa, Gianni Infantino, il presidente di LaLiga spagnola, Javier Tebas, e "il mondo woke" hanno influito sulla sua espulsione dalla Federcalcio. E, in merito alle inchieste di cui è stato oggetto, sostiene si tratti della "più grande cospirazione che si sia conosciuta nel calcio spagnolo" con bugie "fabbricate" per farlo figurare "come corrotto davanti alla società".