Estero

Governo laburista britannico pronto a marcia indietro sull'aumento delle tasse sui redditi da lavoro

Rachel Reeves avrebbe ripensato all'ipotesi dopo un rapporto all'Office of Budget Responsibility, spinta da resistenze interne e da un buco stimato di 20-30 miliardi di sterline

14 novembre 2025
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Il governo laburista britannico di Keir Starmer è intenzionato a far marcia indietro sul controverso progetto - ipotizzato nei giorni scorsi - di inserire una misura clamorosa come l'incremento delle aliquote sulla tassazione dei redditi da lavoro nella finanziaria d'autunno: manovra che la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, titolare del Tesoro, presenterà in Parlamento il 26 novembre all'ombra degli ultimi allarmi su debito, produzione, occupazione, inflazione e tenuta dei conti.

Ad anticiparlo è il Financial Times, secondo il quale Reeves - dopo aver indicato questa intenzione in un rapporto riservato inviato la settimana scorsa all'Office of Budget Responsibility, organo di controllo indipendente incaricato di sorvegliare il bilancio dello Stato - ci sta ripensando. A spingerla a frenare sono le resistenze diffuse in seno al Partito laburista e allo stesso gabinetto. Tanto più sullo sfondo del montare delle voci su una resa dei conti interna più ravvicinata del previsto che potrebbe mettere a rischio non solo la sua poltrona, ma anche quella dello stesso premier: la cui leadership appare ormai fragile a fronte di venti di rivolta e malumori attribuiti a vari ministri, a causa di una crisi persistente e di sondaggi stabilmente disastrosi sul tracollo dei consensi alla formazione di maggioranza.

Il Tesoro ufficialmente si è comunque rifiutato di commentare qualsiasi «congettura» sul testo della manovra, attualmente in via di definizione. Mentre non è chiaro dove Reeves possa prendere esattamente le risorse, fra nuovi aumenti di tasse e tagli di spesa, in mancanza di un intervento fiscale strutturale, per coprire un ulteriore buco stimato in 20-30 miliardi di sterline.

Incrementare l'aliquota base sui redditi rappresenterebbe del resto uno shock senza precedenti da circa 40 anni nel Regno Unito. E violerebbe esplicitamente le promesse del manifesto elettorale 2024 del Labour, che lo escludevano nero su bianco assieme a ogni aumento dei contributi previdenziali (National Insurance) o dell'IVA (VAT).