Il presidente del gruppo siderurgico spagnolo Sidenor, José Antonio Jainaga, e altri due manager sono stati citati a dichiarare mercoledì 12 novembre presso il tribunale dell'Audiencia Nacional per la vendita di acciaio all'impresa israeliana Imi (Israeli Military Industries) per la fabbricazione di armamenti.
I dirigenti sono accusati di contrabbando e di un reato di partecipazione in complicità in crimini di lesa umanità e di genocidio, previsti rispettivamente dagli articoli 29 e 607 bis e dall'articolo 607 del Codice Penale spagnolo.
Secondo l'ordinanza di citazione, ripresa dall'agenzia Europa Press, la vendita di acciaio destinato alla fabbricazione di armamenti è stata effettuata "senza comunicarla al Governo" spagnolo "e senza che fosse iscritta al registro corrispondente".
Le accuse di partecipazione in crimini di lesa umanità e di genocidio si basano sulla qualifica provvisoria attribuita dalla Corte Penale di Giustizia e sulle "denunce di genocidio fatte dalla relatrice speciale dell'Onu, signora Albanese, la Unrwa e altre persone e agenzie delle Nazioni Unite" in relazione ai fatti sulla striscia di Gaza.
L'inchiesta è partita da una denuncia presentata dalla Comunitat Palestina de Catalunya, che si è costituita parte civile nel procedimento in rappresentanza della Campagna Fine al Commercio di armi con Israele.