Estero

Salta la pace tra Cambogia e Thailandia firmata da Trump

10 novembre 2025
|

Non è durata nemmeno un mese la pace firmata da Thailandia e Cambogia sotto l'egida di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti aveva brandito il documento come una delle otto guerre che aveva contribuito a far concludere. Ora è tutto da rifare.

La decisione di sospendere l'accordo è arrivata da Bangkok dopo che due soldati sono rimasti feriti per l'esplosione di una mina mentre pattugliavano il confine tra i due Paesi, nella provincia di Sisaket. Secondo la Thailandia uno dei due militari è rimasto gravemente ferito a una gamba, mentre l'altro ha subito contusioni al petto: "La dichiarazione congiunta che abbiamo portato avanti verrà interrotta", compreso il rilascio di 18 soldati cambogiani detenuti, ha affermato il portavoce del governo Siripong Angkasakulkiat.

Il ‘Kuala Lumpur Peace Accord’, siglato il 26 ottobre anche grazie alla mediazione della Malesia e della Cina, estendeva la tregua raggiunta a fine luglio dopo che pochi giorni prima gli scontri tra i due Paesi si erano intensificati causando la morte di almeno 43 persone e lo sfollamento di oltre 300.000 civili da entrambe le parti. Ma quello di luglio era stato solo l'apice di un conflitto latente che da un secolo si estende su un confine poroso dove ognuno dei due regni rivendica parti di territorio dell'altro e dove, in questi mesi, sono state frequenti le accuse di aver violato il cessate il fuoco.

Prima dello scoppio di una vera e propria guerra, l'ultima controversia tra Bangkok e Phnom Penh era esplosa a maggio per il possesso di aree in cui si trovano templi importanti e aveva portato alla sospensione dell'allora premier thailandese Paetongtarn Shinawatra, dopo che era stata resa pubblica la sua telefonata con il ras cambogiano ed ex premier Hun Sen, definito ‘zio’ con "tono sottomesso", secondo la stampa thailandese.

La goccia che aveva fatto traboccare il vaso erano state le accuse della Thailandia alla Cambogia di aver piazzato mine antiuomo che avevano ferito alcuni suoi militari. Adesso la storia si ripete e rischia seriamente di mettere fine a un percorso tortuoso di riavvicinamento. "Pensavamo che la minaccia alla sicurezza si fosse attenuata, ma in realtà non è diminuita", ha affermato il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul. A lui ha fatto eco il ministero degli Esteri cambogiano che, in un comunicato, ha riferito di essere "gravemente preoccupato" per la mossa thailandese di interrompere l'accordo di pace e ricordando che, da parte sua, Phnom Penh rimane "impegnata ad attuare la dichiarazione congiunta". Secondo gli analisti, un patto di pace che riporti nei confini la disputa territoriale è adesso un obiettivo irraggiungibile.