"Per andare avanti è necessaria una governance globale più solida, in grado di garantire che le parole si traducano in azioni. La proposta di creare un Consiglio per il clima, collegato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, è un modo per dare a questa sfida l'importanza politica che merita". Lo ha detto il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva aprendo i lavori della Cop 30 a Belem.
"Stiamo andando nella direzione giusta, ma alla velocità sbagliata. Al ritmo attuale, stiamo ancora andando verso un aumento di oltre un grado e mezzo della temperatura globale. Superare questa soglia è un rischio che non possiamo correre", ha spiegato Lula.
"Il nostro Appello all'Azione è diviso in tre parti - ha affermato il leader sudamericano -. Nella prima faccio appello ai Paesi affinché rispettino i loro impegni. Ciò significa: formulare e attuare contributi determinati a livello nazionale ambiziosi; garantire finanziamenti, trasferimento di tecnologia e formazione ai paesi in via di sviluppo; e prestare la dovuta attenzione all'adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici".
"Nella seconda parte - ha proseguito il Capo di Stato progressista - esorto i leader mondiali ad accelerare l'azione per il clima. Abbiamo bisogno di roadmap affinché l'umanità, in modo equo e pianificato, superi la dipendenza dai combustibili fossili, fermi e inverta la deforestazione e mobiliti risorse per questi scopi. Per andare avanti è necessaria una governance globale più solida, in grado di garantire che le parole si traducano in azioni. La proposta di creare un Consiglio per il clima, collegato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, è un modo per dare a questa sfida l'importanza politica che merita".
"Per la terza parte, invito la comunità internazionale a mettere le persone al centro dell'agenda climatica - ha ribadito -. Il riscaldamento globale può spingere milioni di persone alla fame e alla povertà, facendo regredire di decenni i progressi compiuti. L'impatto sproporzionato dei cambiamenti climatici sulle donne, sulle persone di origine africana, sui migranti e sui gruppi vulnerabili deve essere preso in considerazione nelle politiche di adattamento. È fondamentale riconoscere il ruolo dei territori indigeni e delle comunità tradizionali negli sforzi di mitigazione. In Brasile, oltre il 13% del territorio è costituito da aree demarcate per le popolazioni indigene. Forse è ancora troppo poco".