Gli editori stranieri hanno sospeso le consegne perché le sovvenzioni valgono solo per editori registrati in Croazia; le Poste saranno l'unico distributore per cinque anni
Dal primo novembre in Croazia non è più possibile acquistare la stampa estera, dato che gli editori stranieri si sono ritirati dal mercato croato dopo che sono state introdotte nuove regole per le sovvenzioni della distribuzione dei media stampati. Questo significa che dopo più di cinquant'anni i lettori locali, i turisti, le minoranze nazionali, i diplomatici e le biblioteche sono rimasti senza giornali e riviste straniere nelle edicole delle città croate.
Lo scorso aprile il governo ha dichiarato la distribuzione dei giornali e delle riviste un servizio di interesse economico pubblico, prevedendo sovvenzioni statali tramite un bando pubblico. L'unico distributore della stampa sono ora le Poste nazionali (Hrvatska pošta, Hp), che si sono impegnate a svolgere questo servizio per i prossimi cinque anni.
Tuttavia, gli editori stranieri non hanno potuto entrare nel sistema di distribuzione sovvenzionata perché, secondo la Legge sui media, solo gli editori registrati in Croazia possono essere iscritti nel Registro degli editori. Per loro, dunque, rimangono in vigore le tariffe di mercato, circa quattro volte superiori a quelle sovvenzionate.
Gli editori croati pagano 0,15 euro per copia per le edizioni quotidiane e 0,25 euro per quelle periodiche, mentre gli stranieri dovrebbero pagare il prezzo pieno di mercato.
La direttrice della società slovena DistriEst, Maja Curić, che in Croazia rappresenta più di 200 editori stranieri, ha dichiarato che questi ultimi hanno deciso congiuntamente di sospendere le consegne in Croazia. "Le condizioni offerte dalla Hp si sono rivelate finanziariamente insostenibili", ha affermato Curić.
Il ministero della Cultura e dei Media ha fatto sapere che "sta lavorando a una soluzione del problema" e che "attualmente sta raccogliendo tutti i dati rilevanti". Il ministero avverte inoltre che le "condizioni di mercato sono estremamente difficili" e che gli alti costi di distribuzione minacciano la sopravvivenza a lungo termine dei media cartacei in Croazia.