Estero

Iraq, votano in anticipo le forze di sicurezza per le elezioni dell'11 novembre

1,3 milioni tra militari e polizia chiamati a votare; 21 milioni gli aventi diritto mentre l'Iran osserva per mantenere la sua influenza

9 novembre 2025
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I membri delle forze di sicurezza irachene hanno iniziato a votare questa mattina in vista delle elezioni parlamentari di martedì, seguite con attenzione dal vicino Iran, che spera di mantenere la propria influenza.

I seggi elettorali sono stati aperti alle 7 (le 9 in Svizzera) per gli 1,3 milioni di membri delle forze armate e della polizia chiamati a garantire la sicurezza delle elezioni, a cui hanno diritto di partecipare 21 milioni di elettori, secondo l'agenzia di stampa ufficiale irachena.

Le elezioni dell'11 novembre sono le seste dalla caduta di Saddam Hussein nel 2003. L'obiettivo è eleggere 329 membri del parlamento per un mandato di quattro anni, aprendo la strada alla nomina di un nuovo presidente - una carica in gran parte cerimoniale riservata a un curdo - e di un primo ministro - tradizionalmente sciita - scelto dopo lunghe trattative. Gli elettori dovranno scegliere tra oltre 7.700 candidati, quasi un terzo dei quali sono donne. Le donne devono detenere almeno il 25% dei seggi, secondo un sistema di quote, mentre nove sono riservati alle minoranze.

Nelle elezioni parlamentari del 2021, il movimento guidato dal leader sciita Moqtada al-Sadr ha ottenuto il maggior numero di seggi prima di ritirarsi dal Parlamento, lasciando la maggioranza alla coalizione filo-iraniana del Quadro di Coordinamento, che ha portato al potere Mohamed Chia al-Soudani. L'Iran mantiene una notevole influenza a Baghdad attraverso i partiti sciiti che hanno svolto un ruolo chiave nella nomina dei primi ministri - incluso l'attuale, Soudani - e le fazioni armate alleate.

Dall'inizio della guerra di Gaza nel 2023, gli alleati della Repubblica Islamica - Hamas, Hezbollah in Libano e gli Houthi in Yemen - hanno subito pesanti perdite contro Israele, che ha anche lanciato una guerra di 12 giorni contro l'Iran a giugno. Teheran ha inoltre perso un importante alleato con la caduta di Bashar al-Assad in Siria alla fine del 2024. Ora indebolito sulla scena regionale, l'Iran intende consolidare le sue conquiste nel vicino Iraq, un paese che costituisce uno dei punti cardine della sua influenza regionale.