COP30 a Belém, polemiche e assenze al summit sul clima in Amazzonia
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COP30 a Belém, polemiche e assenze al summit sul clima in Amazzonia

Assenze di Xi e Trump, Ue presente con von der Leyen e Costa; critiche per i costi degli alloggi e per lo yacht di Lula

5 novembre 2025
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Il Vertice dei leader sul clima di Belém, il primo alle porte dell'Amazzonia, si apre domani in un contesto geopolitico internazionale complesso, tra la defezione di grandi leader come il presidente cinese Xi Jinping e il negazionismo climatico del presidente americano Donald Trump, mentre proseguono le polemiche per i prezzi alle stelle degli alloggi delle delegazioni. Assenti anche vari capi di Stato e di governo europei.

L'Unione europea sarà presente con i suoi vertici, Ursula von der Leyen e António Costa, per presentare una posizione definita in extremis, dopo oltre 20 ore di negoziato e obiettivi di lotta al surriscaldamento che prevedono una riduzione di almeno il 90% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2040, ma introducono una maggiore flessibilità, con la possibilità di acquistare crediti di carbonio da paesi extra-UE per coprire fino al 5% dell'obiettivo.

Tra le conferme ai lavori nella capitale del Pará, quelle del capo dell'Eliseo, Emmanuel Macron, del tedesco Friedrich Merz e del premier britannico Keir Starmer. A sottolineare l'interesse britannico per i temi ambientali è anche la presenza del principe William, da tre giorni a Rio de Janeiro per assegnare il premio Earthshot, un riconoscimento per proposte ambientali sostenibili.

Il Vertice sul clima darà il calcio di inizio alla 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30), che dal 10 al 21 novembre - sempre nella cittadina amazzonica - riunirà le parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite, a vent'anni dall'entrata in vigore del protocollo di Kyoto e a dieci dall'adozione dell'accordo di Parigi.

Il governo brasiliano venerdì ha confermato la partecipazione di 143 delegazioni: di queste, 57 guidate da capi di Stato e di governo, oltre a 39 ministri e rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali.

Anche in queste ultime ore la città è impegnata in un rush finale per accogliere oltre 50.000 visitatori, tra cui 15.000 rappresentanti dei movimenti sociali, che partecipano al programma parallelo del Vertice dei Popoli.

L'agenda del summit prevede una seduta plenaria dei leader e sessioni tematiche dedicate a: Foreste e oceani; Transizione energetica; Dieci anni dell'Accordo di Parigi: NDC (gli impegni per ridurre le emissioni di gas serra e contrastare i cambiamenti climatici) e Finanziamenti. Il programma include anche un pranzo di benvenuto per presentare il fondo Tropical Forests Forever (TFFF).

Tra i risultati previsti dalla due giorni di lavori: la Dichiarazione di lancio del TFFF, l'Appello all'azione sulla gestione integrata degli incendi, l'Impegno di Belém sui combustibili sostenibili e la Dichiarazione sulla fame, la povertà e l'azione per il clima.

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, nelle ultime ore finito al centro delle polemiche per aver affittato uno yacht di lusso invece di optare per una nave della Marina Militare, lancerà un appello all'azione per il clima ponendo l'accento sull'essere umano e collegandolo alla lotta alla fame e alla povertà. Nelle ultime ore il progressista ha ribadito che questa sarà la "COP della verità", invitando i paesi ricchi ad assumere impegni concreti nella lotta al riscaldamento globale.

Il Brasile ha aggiornato i suoi impegni nel 2024, vincolandosi a ridurre tra il 59% e il 67% delle emissioni nette entro il 2035, rispetto ai livelli del 2005.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni