Estero

Ultima chance per un'intesa UE sul clima, allarme dell'Onu sul riscaldamento

A poche ore dalla COP30 a Belém i 27 Paesi UE faticano a trovare un accordo sul target 2040 con divisioni su crediti di carbonio e flessibilità

4 novembre 2025
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Seguendo l'attuale traiettoria, il pianeta si avvia verso un riscaldamento 'catastrofico', ben oltre i 1,5° prescritti dagli accordi di Parigi sul clima.

A una manciata di ore dall'avvio della COP30 di Belém è un allarme senza mezzi termini quello che lancia l'Onu sulle conseguenze di una lotta troppo lenta ai cambiamenti climatici mentre a Bruxelles i 27 Paesi Ue faticano a trovare un accordo sul target climatico al 2040.

"Ci vogliono 27 persone per ballare il tango", ha commentato con ironia il commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra al suo arrivo al Consiglio Ue Ambiente, anticipando negoziati tutti in salita sulla proposta della Commissione di ridurre del 90% le emissioni di CO2 come tappa intermedia verso la neutralità climatica al 2050.

A oltre sette ore dall'avvio dei lavori, la riunione è proseguita con trattative serrate a gruppi o in via bilaterale tra la presidenza danese e le capitali, con la prospettiva di una lunga serata di negoziati. Se la cifra del 90% resta intatta - ed è intoccabile, politicamente - le distanze si consumano sulle flessibilità concesse ai ventisette per raggiungerlo. Per alcuni troppo ampie, per altri troppo fragili.

A testimoniare una spaccatura ormai consolidata sulle politiche verdi di Bruxelles. Al centro delle discussioni i tempi e le modalità per il ricorso ai crediti internazionali di carbonio - ovvero progetti di alta qualità extra Ue da conteggiare nel calcolo delle emissioni - e la clausola di revisione ogni due anni messa sul tavolo dalla presidenza di Copenaghen per accogliere le richieste dei leader Ue.

"Nonostante significativi passi in avanti non siamo ancora al punto di equilibrio", ha avvertito questa mattina il ministro italiano dell'ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, portando sul tavolo degli omologhi europei la richiesta di includere nel testo di compromesso un riferimento "ai biofuel sostenibili per il settore del trasporto su strada".

Paesi come l'Italia e la Francia si sono formalmente schierati a favore di un aumento al 5% della quota di crediti extra Ue con un anticipo al 2031 della tabella di marcia per farli entrare in attività. Altri, più ambiziosi, come Spagna e Germania, guidano il fronte di coloro che vogliono mantenere la proposta della Commissione del 3% a partire dal 2036.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni