Dopo le affermazioni di Trump, Kennedy Jr afferma che gli studi suggeriscono un'associazione ma non la causalità; invita alla prudenza e al consulto medico e il Texas ha citato in giudizio Johnson & Johnson e Kenvue
A poco più di un mese dalle dichiarazioni di Donald Trump sul legame tra l'assunzione di paracetamolo in gravidanza e l'insorgenza di autismo nel nascituro, Robert Kennedy Jr ha fatto un passo indietro, confermando che non c'è certezza del rapporto di causa-effetto.
"Abbiamo detto dall'inizio che l'associazione causale tra il Tylenol dato in gravidanza e nel periodo prenatale non è sufficiente per dire con certezza che causa l'autismo", ha detto in conferenza stampa il segretario alla Salute americano. "Tuttavia lo suggerisce. E lo suggerisce in studi su animali, su sangue cordonale, in studi osservazionali in diversi Paesi. Perciò ci deve essere un approccio cauto", ha aggiunto.
Per questa ragione, ha proseguito Kennedy, "il nostro messaggio ai pazienti, alle madri, alle persone che sono incinte, alle madri di bambini piccoli è di consultare il proprio medico. E abbiamo chiesto ai medici di ridurre l'uso ai casi in cui è assolutamente necessario", ha concluso.
La dichiarazione arriva 24 ore dopo che il procuratore generale del Texas ha citato in giudizio le aziende produttrici del farmaco (Johnson & Johnson e Kenvue) "per aver commercializzato ingannevolmente Tylenol alle madri incinte nonostante sapesse che l'esposizione precoce al paracetamolo - l'unico ingrediente attivo del Tylenol - porta a un rischio significativamente maggiore di autismo e altri disturbi".