Estero

Russia: effetto sanzioni, Lukoil vende gli asset all'estero

28 ottobre 2025
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Primo impatto delle sanzioni decise dal presidente statunitense Donald Trump sull'industria russa: il gigante petrolifero Lukoil, preso di mira insieme all'azienda attiva nello stesso comparto Rosneft, dalle misure restrittive americane, ha annunciato che metterà in vendita i suoi asset all'estero.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dal canto suo ha esortato l'inquilino della Casa Bianca a fare pressioni sul leader cinese Xi Jinping, che incontrerà questa settimana, perché ponga fine alle importazioni di greggio dalla Russia, che aiutano a finanziare le sue operazioni belliche in Ucraina.

"Penso che questa possa essere una delle mosse più forti, soprattutto se, dopo questo decisivo passo in termini di sanzioni, la Cina sarà pronta a ridurre le importazioni", ha affermato il capo dello Sttao ucraino. La grande incognita rimane se, effettivamente, la Cina, insieme con l'India, si piegherà alla decisione di Trump, interrompendo gli acquisti.

Il Cremlino ostenta sicurezza. L'offerta energetica russa è "competitiva" e "attraente", ha commentato il portavoce Dmitry Peskov. Quindi, saranno New Delhi e Pechino a "decidere autonomamente in che misura" essa sia "attraente e in che modo le alternative offerte possano competere".

Il segnale che arriva da Lukoil, che con Rosneft detiene oltre il 50% della produzione petrolifera russa, non è però rassicurante. La multinazionale, che con le sue attività in 30 paesi e oltre centomila dipendenti è la più grande impresa non statale in Russia, ha annunciato che, "a causa dell'introduzione di misure restrittive da certi paesi contro la società e le sue filiali", ha deciso di "vendere le sue proprietà internazionali". "L'esame delle offerte dai potenziali acquirenti è cominciato", ha fatto sapere il gruppo.

Intanto, la Germania ha comunicato di avere ricevuto garanzie da Washington che le sanzioni non ricadranno su tre raffinerie nel paese partecipate dalla compagnia statale Rosneft, poste sotto tutela del governo di Berlino fin dal 2022. Anche se ha aggiunto di avere richiesto "garanzie supplementari" dall'amministrazione statunitense.

Per quanto riguarda invece la situazione finanziaria dell'Ucraina, Zelensky ha detto che Kiev ha bisogno del sostegno dell'Unione europea per "due o tre anni" per continuare a difendersi. "L'ho ribadito a tutti i leader europei - ha chiarito il leader ucraino. Ho detto loro che non combatteremo per decenni, ma che dovete dimostrare che per un certo periodo sarete in grado di fornire un sostegno finanziario stabile all'Ucraina".

Secondo la Commissione europea, la prima opzione rimane quella del "prestito di riparazione" con l'utilizzo dei capitale russi congelati. Ma gli europei, ha affermato Peskov, devono rendersi conto che "dovranno sborsare sempre di più e per un periodo più lungo".

Il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, ha intanto ribadito che Mosca non ha "alcuna intenzione di attaccare alcun paese tra gli attuali membri della Nato e dell'Unione europea", ed è pronta a "formalizzare questa posizione nelle future garanzie di sicurezza" per l'Europa in un accordo con gli occidentali. Quanto al conflitto ucraino, il capo della diplomazia di Mosca ha auspicato "che il presidente Trump continui sinceramente a cercare una soluzione e mantenga l'impegno verso quei principi che sono stati elaborati al vertice di Anchorage (in Alaska, USA), e che sono stati sviluppati sulla base delle proposte americane".

La Russia non ferma intanto la sua spinta offensiva sul terreno. Anche Zelensky ha ammesso che le forze nemiche hanno messo piede nella città ucraina orientale di Pokrovsk. "Circa 200 russi sono dislocati lì in vari punti", ha precisato il presidente. Mentre il ministero della difesa di Mosca ha detto che "le unità della seconda armata continuano a distruggere le formazioni ucraine accerchiate nell'area urbana a sud della ferrovia, nonché nella zona della stazione ferroviaria" e che "il quartiere Trojanda è stato completamente ripulito dai combattenti ucraini".