Il Coisp difende l'operato di Prefetto e Questore, sottolinea il rischio per la rappresentanza diplomatica e chiede sanzioni più severe
"Chi viola consapevolmente le regole imposte dall'autorità di pubblica sicurezza non può godere di alcuna tolleranza. A Roma è stato necessario ordinare lo scioglimento del presidio pro-Pal dopo che i manifestanti hanno tentato di forzare il blocco per dirigersi verso l'ambasciata israeliana, in aperto contrasto con le prescrizioni comunicate dagli organi preposti. Non si è trattato di una semplice manifestazione statica, ma del tentativo di trasformarla in un corteo non autorizzato potenzialmente diretto contro una rappresentanza diplomatica straniera. Un atto che lo Stato non può permettere: le ambasciate sono territorio inviolabile e ogni loro violazione è un attacco politico e simbolico gravissimo".
Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, sulla manifestazione Pro.Pal di questa sera.
"Il Prefetto e il Questore di Roma - aggiunge - hanno applicato correttamente le norme e procedure previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza: fascia tricolore, ordine ufficiale tramite megafono, scioglimento immediato e chi non rispetta quell'ordine rischia fino a tre mesi di carcere. Siamo davanti all'ennesimo segnale di un clima pericoloso, in cui si tenta di piegare le regole dello Stato al fanatismo di piazza. Un ritorno agli anni più bui del Paese, dove a farne le spese sono sempre le Forze dell'Ordine chiamate a difendere tutti, anche chi manifesta. Servono sanzioni più dure e immediate per chi promuove iniziative con finalità diverse da quelle dichiarate col deliberato intento di creare tensione".