Bruxelles valuta fondo di pre-finanziamento, riserva di stabilità rafforzata e tetto a 45 €/t con meccanismi per tutelare le industrie
La Commissione europea prepara una serie di modifiche all'ETS2 - il nuovo mercato europeo di scambio delle quote di emissioni di CO2 che dal 2027 si applicherà anche ai settori di trasporti su strada ed edifici (finora esclusi dal sistema principale) - per contrastare un aumento dei prezzi dell'energia e dei carburanti.
Lo si legge in una lettera inviata dal commissario europeo al clima, Wopke Hoekstra, in risposta alle preoccupazioni di 19 paesi membri dell'UE. Tra le misure: creare un fondo di pre-finanziamento per aiutare i paesi nella transizione verde e rafforzare la riserva di stabilità del mercato.
Il futuro ETS2 è parte della revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE e andrà a coprire le emissioni di CO2 di edifici, trasporto su strada e altri settori (principalmente la piccola industria) non coperti dall'attuale ETS.
Tutte le quote di emissione saranno messe all'asta e una parte dei ricavi sarà utilizzata per sostenere le famiglie vulnerabili e le imprese attraverso il Fondo sociale per il clima, che tra il 2026 e il 2032 mobiliterà oltre 86,7 miliardi di euro tra i Ventisette.
Tra le modifiche al vaglio, secondo la lettera visionata dall'ANSA, Bruxelles intende fissare a 45 euro per tonnellata di CO2 il tetto oltre il quale scatterà un meccanismo per tutelare le industrie, permettendo di "raddoppiare le quote" gratuite "immesse sul mercato". Il sistema, attivabile al massimo due volte l'anno, potrebbe comportare il rilascio fino a 80 milioni di quote all'anno nel 2027, 2028 e 2029, alleggerendo i vincoli normativi.
Inoltre, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Commissione sta preparando una "Frontloading Facility", uno strumento che permetterà agli Stati membri di anticipare i fondi per progetti di decarbonizzazione nei settori coperti dall'ETS2.
Tra gli altri interventi in esame, c'è il mantenimento nella riserva di stabilità di tutte le quote non immesse sul mercato entro la fine del 2030 per aumentare la liquidità e la prevedibilità.
Le misure dovrebbero essere presentate entro la metà di novembre.