Riconosciuto colpevole di omicidio di secondo grado e omicidio colposo, rischia fino a 25 anni; il pestaggio è stato ripreso da una bodycam e altri agenti sono stati assolti o si sono dichiarati colpevoli
David Kingsley, l'ex agente penitenziario dello Stato condannato, è stato riconosciuto colpevole di omicidio di secondo grado e omicidio colposo di primo grado. La pena sarà annunciata il 16 dicembre; rischia fino a 25 anni di carcere. Robert Brooks, 43 anni, è morto nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, ore dopo essere stato picchiato mentre era in manette presso il Marcy Correctional Facility, un carcere nella parte settentrionale dello stato di New York. Il pestaggio è stato ripreso da una bodycam. Le immagini, diffuse dalla procuratrice generale di New York Letitia James, mostrano Brooks, con il volto coperto di sangue, ripetutamente colpito mentre sembra essere immobilizzato su un letto d'infermeria, circondato da almeno sei uomini. Mentre il detenuto si siede, visibilmente ferito, un agente indossa un guanto chirurgico, lo afferra di nuovo per il colletto e, con l'aiuto di un collega, lo sbatte contro un muro. L'imputato ha agito con "depravata indifferenza per la vita umana, impegnandosi in modo sconsiderato in una condotta che ha creato un grave rischio di morte per un'altra persona, e quindi causato la morte di Robert Brooks", si legge nell'atto di accusa emesso dal procuratore speciale William Fitzpatrick. Brooks stava scontando una condanna a 12 anni per aggressione. Gli altri due agenti che hanno rischiato un processo, Matthew Galliher e Nicholas Kieffer, hanno dovuto affrontare le stesse accuse di Kingsley, ma sono stati assolti.