Estero

Lascia assessore Sanità Andalusia per ritardi in diagnosi cancro

8 ottobre 2025
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Il presidente della Giunta dell'Andalusia, Juan Manuel Moreno (Partido Pupular), ha accettato questa sera le dimissioni dell'assessore alla Salute, Rocio Hernandez, per lo scandalo dei ritardi negli screening di prevenzione del cancro al seno. Il caso ha scosso da giorni il governo regionale, poiché a centinaia di donne sono stati diagnosticati tumori in fase avanzata senza che fossero mai state informate dei risultati dei test mammografici compiuti.

Moreno, in una dichiarazione ufficiale, ha annunciato di aver accettato le dimissioni dell'assessore e ha chiesto scusa a "tutte le donne colpite", giustificando gli errori con la complessità di gestire "il più grande sistema sanitario della Spagna".

"Risulta comprensibile che in un sistema tanto complesso, a volte ci siano errori, incidenti", ha detto Moreno. "La cosa difficile da comprendere è che siano state proprio le persone colpite a dover allertare del problema". Il governatore ha annunciato "cambiamenti radicali in tutto quello che non funziona nella sanità pubblica".

Intanto, fuori la sede del governo andaluso, centinaia di donne hanno manifestato per chiedere anche le dimissioni dello stesso Juan Manuel Moreno. La crisi, che ha travolto il sistema sanitario andaluso, ha portato non solo a proteste pubbliche ma a denunce legali, compresa una collettiva contro la Giunta da parte delle donne colpite. E, intanto, lo scandalo degli screening al seno si è esteso anche a quelli del colon e dell'utero, poiché alcune donne hanno scoperto di avere tumori in fase avanzata, senza aver mai saputo se i loro test fossero risultati positivi o negativi al cancro. Le testimonianze pubbliche di numerose pazienti hanno fatto crescere l'indignazione, gettando pesanti ombre sul sistema dei controlli preventivi.

Moreno ha annunciato un piano di rinnovamento del sistema sanitario, con l'assunzione di 119 professionisti e un investimento di 12 milioni di euro (poco più di 11 milioni di franchi) . Ma la decisione, dopo un'intera settimana di proteste, è considerata tardiva dalle pazienti colpite, che reclamano l'accertamento giudiziario e la depurazione di "tutte le responsabilità".

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali