Estero

Trump minaccia Hamas ma apre a modifiche del piano

Pressioni su Netanyahu e Hamas per il piano di pace a Gaza

5 ottobre 2025
|

Donald Trump si mostra ottimista riguardo al piano di pace per Gaza, esercitando pressioni sia su Benyamin Netanyahu che su Hamas. I negoziati, che entreranno nel vivo lunedì a Sharm el-Sheikh, sono già "in buono stato" secondo il presidente americano e potrebbero richiedere "un paio di giorni" per concludersi.

Un'accelerazione sembra esserci stata sullo scambio dei prigionieri, un nodo cruciale per il progresso dei negoziati. Una fonte di Hamas, poi smentita dal gruppo, ha riferito ad Al-Arabiya che Hamas avrebbe iniziato a recuperare i corpi degli ostaggi deceduti, chiedendo la cessazione dei bombardamenti per completare l'operazione.

Trump ha definito il piano per la Striscia "un ottimo accordo per Israele e per il mondo arabo, musulmano e intero", avvertendo Hamas di una "distruzione completa" se non cederà il controllo di Gaza. Tuttavia, ha lasciato spazio a possibili modifiche, affermando che "ci saranno sempre alcuni cambiamenti".

Il presidente ha anche assicurato che Netanyahu è d'accordo nel fermare i bombardamenti e sostenere il piano di pace, anche se Axios riporta di una telefonata tesa tra i due leader, con Trump che ha criticato Netanyahu per la sua negatività verso la proposta americana.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha chiesto a Israele di fermare i bombardamenti, sottolineando che "non si possono rilasciare gli ostaggi nel bel mezzo di un attacco". Rubio ha spiegato che la prima fase dei negoziati in Egitto si concentrerà sulla logistica del rilascio di 48 ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi. La seconda fase, riguardante il disarmo di Hamas e la governance della Striscia, sarà "più difficile".

Hamas ha espresso interesse a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e avviare lo scambio dei prigionieri, presentando richieste come il ritiro dell'esercito israeliano e la sospensione delle attività militari durante i negoziati.

Netanyahu insiste sul disarmo di Hamas e sulla smilitarizzazione della Striscia, ma non ha preso impegni per un ritiro militare completo, come previsto dal piano di Trump. Gli Stati arabi e musulmani hanno espresso supporto all'iniziativa di Trump, rilanciando la prospettiva di una soluzione a due Stati.

L'esito dei negoziati dipenderà in gran parte dal pressing del team americano, guidato dall'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff e da Jared Kushner, con il supporto dei mediatori egiziani e qatarini.