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Addii a raffica, manager lasciano l'impero di Elon Musk

Dimissioni legate a ritmi di lavoro insostenibili, cambi di strategia e vicinanza politica a Donald Trump; Musk punta comunque a Grokipedia per competere con Wikipedia

1 ottobre 2025
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Ritmi di lavoro insostenibili, strategie che cambiano di continuo e un attivismo politico percepito come troppo vicino a Donald Trump: sono i fattori che stanno spingendo sempre più manager a lasciare l'impero di Elon Musk. Tanto che il Financial Times, dopo aver raccolto le testimonianze di una dozzina di ex e attuali dipendenti, parla apertamente di un vero e proprio "esodo".

"L'unica costante nel mondo di Elon è la velocità con cui consuma i suoi vice", ha sentenziato un consigliere a lui vicino. Eppure, nonostante la fuga di collaboratori, il patron di Tesla e SpaceX non rallenta: a capo di cinque aziende che complessivamente contano oltre 140 mila dipendenti, il magnate punta ora a una sua enciclopedia online, 'Grokipedia', con l'obiettivo di competere con Wikipedia.

Soltanto nell'ultimo anno - evidenzia il foglio della City - un numero crescente di dirigenti di alto livello ha lasciato Tesla, incluse figure chiave del team di vendite negli Stati Uniti, dirigenti delle divisioni batterie e propulsori ma anche numerosi responsabili dei progetti più innovativi, come il robot umanoide Optimus e le applicazioni di intelligenza artificiale.

Tesla resta "una calamita per i talenti", si è difesa la presidente Robyn Denholm, seppur la società californiana di auto elettriche - storicamente considerata la parte più stabile del gruppo Musk - abbia registrato un'ondata di dimissioni dopo la pesante ristrutturazione di aprile 2024, quando furono tagliati almeno 14 mila posti di lavoro.

Ben più rapido è il turnover in xAI, la start-up di IA recentemente fusa con X, che in pochi mesi ha già perso figure di primo piano come il direttore finanziario Mike Liberatore e il consulente legale Robert Keele. Carichi di lavoro e frustrazione per i continui cambi di rotta sarebbero alla base dell'impennata di dimissioni ai vertici. Ma, secondo il Financial Times, a pesare sono anche le scelte politiche di Musk: il sostegno a Donald Trump e la vicinanza a figure della destra americana ed europea.

Niente che freni il magnate, deciso a puntare su Grokipedia - dal nome del chatbot Grok basato sull'intelligenza artificiale generativa di xAI - per rispondere a Wikipedia, giudicata da lui "politicamente schierata" e "troppo marcatamente di sinistra". La nuova piattaforma, ha promesso Elon, sarà "un enorme miglioramento" rispetto alla più famosa enciclopedia collaborativa del pianeta. "Francamente - ha spiegato su X -, è un passo necessario verso l'obiettivo di xAI di comprendere l'Universo".