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SRB vara guida operativa sui test di risolvibilità per le banche dell'Unione bancaria

Guida prevede un programma triennale di test, metodi pratici e simulazioni, principi di proporzionalità e requisiti IT per il bail-in

26 settembre 2025
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Il Single Resolution Board (SRB), il Comitato di risoluzione unico, ha pubblicato la nuova guida operativa sui test di risolvibilità per gli istituti dell'Unione bancaria, con l'obiettivo di verificare sul campo la capacità delle banche di essere effettivamente risolvibili e di applicare in pratica gli strumenti di risoluzione. "Attraverso il programma di test pluriennale, SRB, autorità nazionali e banche stanno rafforzando la loro preparazione ad affrontare di petto qualsiasi scenario di crisi", afferma il presidente del Comitato Dominique Laboureix.

La guida traduce le linee dell'Autorità bancaria europea (EBA) in una procedura operativa: un programma triennale di test, rivisto ogni anno, con combinazione di test comuni (per benchmark) e test specifici (su rischi e strategie della singola banca). I rapporti di autovalutazione dovranno invece essere effettuati dalle banche ogni due anni.

Saranno previsti metodi di prova della risolvibilità come la revisione guidata (desktop exercise) e la dimostrazione pratica (walkthrough), fino alle simulazioni operative, di management ed esercitazioni mirate in tempo reale.

Si applica il principio di proporzionalità, con un carico di test calibrato su dimensione, complessità, esito delle valutazioni SREP e maturità delle capacità; maggiore sofisticazione è prevista per gli istituti più complessi.

Sul fronte della governance, i piani di test devono essere approvati dall'organo di amministrazione responsabile della pianificazione della risoluzione. È possibile prevedere un osservatore indipendente - audit interno o consulente - e dopo ogni prova sono richiesti rapporti con i risultati e azioni correttive a tempo.

Le linee guida dettagliano anche l'uso degli ambienti IT: per il bail-in, i dati devono essere disponibili entro 24 ore in caso di crisi. Nei test, tuttavia, il termine può essere esteso fino a tre giorni per ragioni organizzative, senza ridurre i requisiti di prontezza dei sistemi.