Estero

Iran: Pezeshkian partito per New York, "opportunità di dialogo"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lasciato stamani Teheran per New York per partecipare e intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il viaggio rappresenta una "preziosa opportunità" per presentare le posizioni dell'Iran e ascoltare le opinioni di altri leader mondiali, ha dichiarato questa mattina prima della partenza.

Il presidente ha condannato "i paesi che intimidiscono e distruggono", sostenendo che tali attori rendono impossibile un dialogo autentico. "La sicurezza non può essere esclusiva di Israele; deve essere salvaguardata la sicurezza di tutti i popoli del mondo", ha aggiunto, citato da Mehr.

Pezeshkian interverrà all'Assemblea generale domani mattina, ora locale, sfruttando l'ultima opportunità per impedire il ripristino delle sanzioni dell'ONU, dopo che l'organismo ha deciso di attivare il meccanismo di "snapback" venerdì scorso.

La Reuters, citando due alti funzionari iraniani e due diplomatici occidentali, scrive che i ministri degli esteri di Iran, Gran Bretagna, Francia e Germania, terranno nuovi colloqui oggi a margine dell'Assemblea generale per impedire il ripristino delle sanzioni. Le fonti avvertono però che le possibilità di successo rimangono scarse.

Il 28 agosto il gruppo E3 (Gran Bretagna, Francia e Germania) ha avviato un processo di 30 giorni per reintrodurre le sanzioni dell'ONU, accusando Teheran di non aver rispettato l'accordo del 2015 volto a fermare lo sviluppo di armi nucleari.

Niente "shopping di lusso" per delegazione iraniana

Intanto, stando a una dichiarazione del portavoce del Dipartimento di Stato americano Tommy Pigott, l'Amministrazione Trump impedisce ai membri della delegazione iraniana di accedere alle grandi catene, come Costco, e di acquistare beni di lusso mentre si trovano negli Stati Uniti.

Per la delegazione della Repubblica Islamica a New York, guidata dal ministro degli esteri Abbas Araghchi in attesa dell'arrivo di Pezeshkian, sono state annunciate restrizioni "alle aree strettamente necessarie per il transito da e per la zona del quartier generale dell'ONU per svolgere le attività ufficiali".

Si tratta di decisioni motivate in nome della "sicurezza degli americani", con il "sostegno alla popolazione" iraniana, la volontà di evitare che i funzionari iraniani possano sfruttare l'occasione per "girare liberamente per New York per promuovere la loro agenda terroristica".

"Gli Stati Uniti hanno adottato misure per la massima pressione sul regime iraniano, limitando gli spostamenti della sua delegazione all'Assemblea generale dell'ONU e l'accesso a catene di negozi e ai beni di lusso", afferma la dichiarazione, in cui gli USA rimarcano che non permetteranno "al regime iraniano" di avere rappresentanti "che fanno shopping a New York mentre la popolazione iraniana fa i conti con povertà, infrastrutture fatiscenti e gravi carenze di acqua ed elettricità".