L'Iran ha invitato le Nazioni Unite a scegliere "la diplomazia anziché lo scontro" prima del voto da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla reintroduzione delle sanzioni contro Teheran per il suo programma nucleare, ovvero l'attivazione del meccanismo "snapback" chiesto da Francia, Germania e Regno Unito, i Paesi europei firmatari dell'accordo sul nucleare del 2015.
"È quindi giunto il momento che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite intervenga e scelga la diplomazia anziché lo scontro. La posta in gioco non potrebbe essere più alta", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che mercoledì aveva avuto un colloquio telefonico con l'alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, e con gli omologhi dei tra Paesi europei (E3).
"A nome della Repubblica Islamica dell'Iran, ieri ho presentato un piano ragionevole e attuabile alle controparti E3/UE per scongiurare una crisi inutile ed evitabile nei prossimi giorni", ha affermato Araghchi, come riferisce Mehr, sottolineando che Teheran ha recentemente trovato un'intesa per proseguire la cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) dopo che in estate il parlamento iraniano aveva sospeso la collaborazione con l'agenzia atomica dell'Onu, in seguito al conflitto con Israele e al bombardamento dei siti nucleari iraniani da parte degli Usa.
"Invece di essere accolto con un impegno sulla sostanza di questo piano, l'Iran si trova ora di fronte a una litania di scuse e di vere e proprie distrazioni, tra cui la farsesca affermazione che il ministero degli Affari esteri non rappresenta l'intero establishment politico", ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran.