Decisione non unanime: due membri proponevano lo 0,75%; avviata smobilitazione graduale di ETF e valutata l'incertezza politica per le dimissioni del premier Ishiba
La Banca del Giappone (Boj) lascia invariati i tassi di riferimento allo 0,50%, in linea con le aspettative degli analisti.
Il comitato guidato dal governatore Kazuo Ueda si è espresso nuovamente a favore del mantenimento dello status quo per la quinta riunione consecutiva, con l'ultimo aumento del costo del denaro avvenuto a gennaio, nell'ambito degli sforzi volti a normalizzare la politica monetaria ultra-espansiva adottata dall'istituto negli ultimi 10 anni.
"La crescita economica del Giappone è destinata a rallentare, in scia alle politiche commerciali adottate dai vari paesi, determinando una frenata dell'espansione globale e un calo degli utili delle aziende", ha affermato la Boj in una nota.
La decisione sul mantenimento dei tassi invariati, tuttavia, non è stata unanime: due membri del consiglio hanno proposto di aumentare i tassi allo 0,75% e nel frattempo la Boj ha deciso una graduale smobilitazione dei fondi negoziati in borsa (Etf) al ritmo di circa 330 miliardi di yen (oltre 2,2 miliardi di dollari) all'anno: un segnale che secondo gli analisti anticipa l'intenzione del comitato di puntare a una stretta monetaria già nella riunione di fine ottobre.
La banca centrale sta inoltre valutando l'incertezza politica generata dalle dimissioni del premier Shigeru Ishiba, a seguito della batosta elettorale di luglio, che porteranno alle elezioni presidenziali del Partito Liberal-Democratico (Ldp) il prossimo 4 ottobre, in cui verrà scelto il suo successore e con ogni probabilità il nuovo capo del governo.
Più tempo sarà inoltre necessario per valutare l'impatto dell'aumento dei dazi statunitensi sull'economia giapponese, fortemente dipendente dalle esportazioni, dopo l'accordo tra Tokyo e Washington entrato in vigore all'inizio di questa settimana per una riduzione dell'aliquota sulle automobili.
L'incontro del comitato centrale della Boj segue di due giorni la decisione della Federal Reserve di abbassare i tassi di riferimento Usa per la prima volta da dicembre scorso, segnalando la possibilità di altri due tagli entro la fine dell'anno a causa delle crescenti preoccupazioni per il rallentamento dell'occupazione americana.