La popolarità si stabilizza rispetto ad agosto; la ripresa iniziata a luglio si è fermata. Peggiora l'immagine di Bolsonaro e cresce il consenso per il giudice Moraes
La popolarità del governo del presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, si stabilizza. Secondo l'ultimo sondaggio Genial/Quaest diffuso oggi dai principali media locali, il 51% dei brasiliani boccia l'operato di Lula mentre il 46% lo approva, dati identici a quelli di agosto e, dunque, la ripresa iniziata a luglio, dopo i dazi statunitensi, si è fermata.
Il 38% giudica il governo "negativo", il 31% "positivo" e il 28% "regolare", senza variazioni significative rispetto al mese scorso. "C'è motivo sia di festeggiare che di preoccuparsi", osserva Felipe Nunes, direttore dell'agenzia demoscopica Quaest, secondo cui i programmi sociali restano molto popolari ma vengono ormai percepiti come diritti acquisiti, non come conquiste politiche.
Cresce al 50% la quota di chi ritiene il governo peggiore delle attese, mentre il 58% pensa che il Paese vada nella direzione sbagliata. Quanto ai dazi del presidente statunitense Donald Trump, il 73% li boccia, ma l'impatto politico per Lula resta limitato.
Sul fronte opposto, peggiora l'immagine di Jair Bolsonaro: il 55% dei brasiliani parla di "tentato golpe" e il 54% ritiene che l'ex presidente vi abbia partecipato. Cala invece al 36% il sostegno all'impeachment del giudice della Corte suprema, Alexandre de Moraes, con il 52% ora contrario. "Ne escono indeboliti sia Lula sia Bolsonaro. L'unico a guadagnare consenso è il giudice Moraes e la Corte suprema", conclude Nunes intervistato dalla televisione Globo.