Estero

L’Ue sanziona Israele, ma i 27 sono divisi sulle misure

Intanto la conquista di Gaza City procede coperta dal segreto militare. Smotrich: ‘Nel dopoguerra un Eldorado, una miniera d’oro per gli investimenti’

L’Ue sanziona Israele, ma i 27 sono divisi sulle misure
Ursula von der Leyen: ‘L’orrore quotidiano a Gaza deve cessare’
(Keystone)
17 settembre 2025
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La Commissione europea, dopo il pubblico impegno della presidente Ursula von der Leyen, si è infine mossa e ha presentato un pacchetto di misure per sanzionare il governo israeliano alla luce “dell’inaccettabile situazione umanitaria a Gaza”. Sul tavolo dei 27 finiscono dunque le misure contro i ministri estremisti di Benjamin Netanyahu, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, e i coloni violenti nonché la sospensione di una parte del trattato sul libero commercio dell’Ue con Israele. “L’orrore quotidiano a Gaza deve cessare”, ha commentato von der Leyen. Peccato che gli Stati membri sulle misure siano altamente divisi. Il Collegio dei Commissari ha licenziato le proposte dopo una mattinata di consultazioni mentre in serata si è tenuto un confronto al Comitato dei Rappresentanti Permanenti, sorta di ‘direttorio’ dell’Ue, per un primo scambio di vedute. Anche perché ogni opzione si porta dietro un diverso tipo di voto e, conseguentemente, uno scontro politico. Per le sanzioni a ministri, coloni e agli uomini di Hamas (sull’ultimo punto tutti d’accordo) serve l’unanimità e Budapest sinora non ha tolto il veto. Sul commercio, invece, basta la maggioranza qualificata. La proposta è di mettere mano al listino delle merci: via le agevolazioni, tornano i dazi. In concreto, circa il 37% dei prodotti israeliani che oggi entra nell’Ue senza tasse – un flusso da 16 miliardi di euro l’anno – potrebbe presto costare di più.

Israele ha subito risposto all’Ue con forza. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha definito le misure proposte “moralmente e politicamente distorte”. L’obiettivo, ripetono all’esecutivo Ue, non è quello di “punire Israele” ma di migliorare la situazione sul terreno. E d’altra parte, quand’anche fossero adottate, le misure sul commercio colpirebbero solo una parte minoritaria dell’interscambio tra l’Unione e lo Stato ebraico, che nel 2024 ammontava a 42 miliardi di euro. Al momento, a muoversi davvero è stata principalmente la Commissione, che ha sospeso i finanziamenti alla cooperazione bilaterale con Israele, in tutto una ventina di milioni di euro. Una goccia nel mare. Ma la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica ha rivendicato la scelta “indipendente” dell’esecutivo Ue come un “segnale importante”.

‘Una miniera d’oro per gli investimenti’

Intanto la conquista di Gaza City procede coperta dal segreto militare. Fonti dell’esercito fanno intendere che nella città di Gaza i generali dell’Idf stanno mettendo in pratica modalità operative sconosciute ai manuali di strategia: risultati immediati ma un progresso lento. Internet va e viene ad arte, difficile comunicare per i miliziani, complicato trasmettere all’estero per i videomaker locali. Dal terreno non arrivano praticamente immagini, a parte poche foto diffuse dall’esercito. Solo i boati squassano la terra, terrorizzando i residenti rimasti dopo l’esodo di oltre 400mila gazawi. I morti, dicono i media palestinesi, sono 45, tra cui un operatore di Medici senza Frontiere, il 13esimo dall’inizio della guerra.

Hamas intanto, per bocca del funzionario Razi Hamed sopravvissuto al raid di Doha, sfida il presidente degli Stati Uniti: "Non abbiamo paura di Trump quando dice che ci aprirà le porte dell’inferno. Non riceviamo istruzioni da lui su come trattare gli ostaggi nemici”. Eclatanti le parole del ministro nazionalista delle Finanze, colono e messianico, Bezalel Smotrich, che ha confermato pubblicamente per la prima volta che il progetto per la ricostruzione della Striscia è oggetto di discussioni con gli Usa, spiegando: “Ho iniziato una trattativa con gli americani, lo dico senza scherzare, perché abbiamo pagato moltissimo denaro per questa guerra. Dobbiamo dividerci come facciamo le percentuali sulla terra”. Intervenendo a un vertice sulla rigenerazione urbana, ha descritto la Gaza del dopoguerra come un Eldorado, una miniera d’oro per gli investimenti.

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