La situazione politica e sociale in Serbia, la persistente crisi del Kosovo e la collaborazione con l'Osce sono stati i temi centrali dei colloqui che la ministra degli esteri finlandese Elina Valtonen, il cui Paese detiene al presidenza di turno dell'Osce, ha avuto oggi a Belgrado con la dirigenza serba. La Serbia, ha detto il premier Djuro Macut, apprrezza altamente il sostegno da parte dell'Osce nel processo di riforme e nel cammino verso la piane adesione all'Unione europea, in particolar modo per ciò che concerne la cooperazione su stato di diritto, democrazia e diritti umani. Macut ha al tempo stesso sottolineato l'importanza dell'impegno da parte della comunità internazionale e dell'Osce nella protezione dei diritti della popolazione serba in Kosovo, sempre più minacciata da una politica ostile e discriminatoria della dirigenza di Pristina. E la Serbia, ha aggiunto, conta sul rispetto della sua sovranità e integrità territoriale. Da parte sua il ministro degli esteri Marko Djuric, nella conferenza stampa congiunta con Valtonen, ha detto che la Serbia crede fermamente in un ordine mondiale multilaterale, nei principii del diritto internazionale, negli atti fonfativi dell'Osce e nel suo ruolo importante in questi tempi difficili per l'Europa. Con riferimento all'attuale situazione interna alla Serbia, Djuric ha sottolineato l'impegno del governo e delle autorità a "risolvere tutti i problemi in maniera democratica, attraverso il dialogo, sulla base dei principii e degli standard europei". Valtonen - che ha incontrato anche la presidente del parlamento Ana Brnabic e esponenti della società civile - ha ribadito l'impegno dell'Osce nella regione e per la Serbia. La democratizzazione, la libertà dei media e di espressione, lo stato di diritto e i diritti umani restano temi cruciali nel processo di riforme della Serbia - ha osservato la ministra degli esteri finlandese, che ha assicurato la prosecuzione e il rafforzamento della positiva partnership dell'Osce con Belgrado.