Germania valuta intervento militare in Ucraina
Estero

Germania valuta intervento militare in Ucraina

Berlino attende condizioni favorevoli, mentre Italia e Polonia escludono invio di truppe

4 settembre 2025
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

"Gli europei sono disposti a contribuire in modo decisivo a forti garanzie di sicurezza per l'Ucraina dopo una soluzione negoziale. La Germania darà il proprio contributo". È quello che si legge in una nota della cancelleria tedesca dopo l'incontro della Coalizione dei Volenterosi a Parigi. La premier italiana Giorgia Meloni ha invece ribadito "l'indisponibilità dell'Italia a inviare soldati in Ucraina". Idem per il collega polacco Donald Tusk.

"Il governo federale è disposto ad ampliare il proprio impegno. La Germania deciderà in merito a un intervento militare a tempo debito, una volta chiarite le condizioni quadro", continua la nota. "Ciò riguarda, tra l'altro, la natura e la portata dell'impegno degli Stati Uniti e l'esito del processo negoziale". A decidere sarà comunque il Bundestag.

"In primo luogo, occorre continuare a lavorare per organizzare un vertice a cui partecipi anche il presidente (ucraino Volodymyr) Zelensky. In tale occasione dovrà essere concordato un cessate il fuoco. Se la parte russa continuerà a prendere tempo, l'Europa aumenterà la pressione delle sanzioni per accrescere le possibilità di una soluzione diplomatica", afferma la Cancelleria tedesca.

Nella nota si afferma anche che nella riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi, alla quale il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha partecipato da remoto, "i partner europei hanno informato (il presidente americano Donald) Trump sullo stato dei loro lavori. Hanno espresso la speranza che gli Stati Uniti continuino a contribuire in modo sostanziale agli sforzi comuni a sostegno dell'Ucraina, alla formulazione di garanzie di sicurezza e alla definizione di un processo diplomatico mirato".

Nella riunione la Meloni, collegata da Roma, ha invece "nuovamente illustrato la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all'articolo 5 del Trattato di Washington, quale elemento qualificante della componente politica delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Nel ribadire l'indisponibilità dell'Italia a inviare soldati in Ucraina", la presidente del Consiglio "ha confermato l'apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini", riferisce una nota della presidenza del Consiglio dei ministri.

No da Roma e Varsavia

Meloni dopo la riunione dei Volenterosi ha partecipato "a un collegamento telefonico con il presidente Trump nel quale sono stati condivisi gli esiti della riunione della mattina ed è stato riaffermato il senso di unità nel ribadire l'obiettivo comune di una pace giusta e duratura per l'Ucraina", prosegue la nota di Palazzo Chigi.

"Essa può essere solo raggiunta - viene affermato - con un approccio che unisca il continuo sostegno all'Ucraina, il perseguimento di una cessazione delle ostilità, il mantenimento della pressione collettiva sulla Russia, anche attraverso lo strumento delle sanzioni, e solide e credibili garanzie di sicurezza, da definire in uno spirito di condivisione tra le due sponde dell'Atlantico".

Mentre Tusk ha detto ai cronisti a Parigi che "i singoli paesi garantiscono la loro presenza o partecipazione per garantire la sicurezza dell'Ucraina. La Polonia, come abbiamo ripetutamente sottolineato, non prevede di inviare truppe in Ucraina, nemmeno dopo la fine della guerra. Siamo responsabili della logistica".

Il primo ministro ha definito "impegnativi" i colloqui con Trump, aggiungendo tuttavia che "sia l'Europa che gli Stati Uniti vogliono mantenere e rafforzare l'unità occidentale contro le minacce provenienti dall'Est", cosa che "richiede ancora un lavoro intenso". Tusk ha poi detto che "al momento, non si parla di un incontro tra il presidente Zelensky e il presidente (russo Vladimir) Putin".

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni