Estero

Taiwan critica i costi della parata militare cinese a Pechino

La parata del 3 settembre costerà oltre 4 miliardi di franchi, la più costosa mai organizzata dalla Cina

2 settembre 2025
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Taiwan fa le pulci alla parata militare del 3 settembre a Pechino, ipotizzando costi totali di oltre 36 miliardi di yuan (circa 4 miliardi di franchi), la più onerosa mai fatta dalla Repubblica popolare per celebrare quella che definisce la vittoria nella "Guerra di resistenza contro l'aggressione giapponese". Sono le stime rilanciate dai media di Taipei, in base a quanto riferito in forma anonima da un funzionario della sicurezza nazionale, a segnalare l'attenzione dell'isola verso l'evento.

Allo scopo di ostentare la crescita militare, la leadership mandarina farà sfilare su Piazza Tienanmen i missili balistici intercontinentali Dongfeng-41, quelli lanciati da sottomarini Julang-3 e ipersonici Dongfeng-17 in un'apparente prova di forza rivolta agli Stati Uniti. Anche il velivolo di allerta precoce KJ-600 dovrebbe fare il suo debutto. Le truppe si stanno preparando per la parata, che si prevede sarà una delle più grandi degli ultimi anni, da marzo a Yangfang, un "villaggio di prova delle parate" fuori Pechino.

La Cina ha ordinato la chiusura delle fabbriche vicine da un mese per garantire cieli puliti, mentre il giorno della parata saranno sospese per ore anche le attività commerciali, il turismo e i servizi di consegna di cibo.

La parata si articolerà in tre parti: una marcia sulla struttura riorganizzata dell'esercito, che coinvolgerà anche truppe di paesi come Russia e Bielorussia; una sfilata di armi avanzate sviluppate internamente dalla Cina; un'esibizione aerea con modelli da combattimento e di supporto, con il KJ-600 che dovrebbe apparire per la prima volta.

La sezione dedicata alla potenza di fuoco metterà in risalto missili a lungo raggio e intercontinentali, a favore delle capacità di deterrenza nucleare della Cina. La parata sarà la più costosa fino a oggi, con spese di addestramento da 800 milioni di yuan (circa 90 milioni di franchi), mentre il carburante e la manutenzione per le 45 formazioni terrestri e aeree costeranno 200 milioni (22,5 milioni di franchi). La spesa più consistente sarà per la sicurezza (circa 4,6 miliardi di yuan, ossia circa 520 milioni di franchi), spesi per la polizia e le forze di sicurezza in tutta Pechino.

La chiusura temporanea delle fabbriche, di due-quattro settimane, richiederebbe sussidi per circa 29 miliardi (3,3 miliardi di franchi), mentre la perdita di entrate dai biglietti e la sospensione delle attività commerciali costerebbero circa 1,1 miliardi (124 milioni di franchi).