I cittadini scelgono il nuovo presidente mentre cresce la produzione di greggio e le tensioni territoriali
L'uscente Irfaan Ali, in corsa per un secondo mandato presidenziale (l'ultimo possibile secondo la Costituzione) con il Partito progressista popolare/civico (Ppc/C), ha colto l'occasione del voto per esprimere sostegno al dispiegamento di navi da guerra statunitensi nel Caribe, dichiarando che la Guyana "appoggerà tutto ciò che elimini minacce alla nostra sicurezza, incluse la criminalità transnazionale ed il narcotraffico". Le sue parole giungono dopo l'accusa di Georgetown a Caracas di aver sparato contro un'imbarcazione che trasportava materiale elettorale nella contesa regione dell'Esequibo, rivendicata dal Venezuela.
Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha negato l'attacco denunciato da Georgetown, accusando la Guyana di voler "creare un fronte di guerra", mentre gli Stati Uniti nelle ultime settimane hanno rafforzato la presenza militare nel Mar dei Caraibi con sette navi da guerra e un sottomarino nucleare.
Tra i possibili vincitori, oltre ad Ali, il 68enne Aubrey Norton, leader della coalizione Alleanza per una Nuova Unità (Apnu), membro della Gioventù socialista e formatosi a Cuba e nel Regno Unito e l'imprenditore miliardario Azruddin Mohamed, che ha creato il nuovo partito "Investiamo nella Nazione" (Win l'acronimo che in inglese, la lingua ufficiale del Paese caraibico significa "Vincere"). I risultati sono attesi entro giovedì 4 settembre.