Estero

Proteste dei lavoratori americani contro Trump durante il Labor Day

Manifestazioni in tutti gli Stati Uniti contro le politiche pro-ricchi dell'amministrazione Trump

1 settembre 2025
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Per questo Labor Day, l'amministrazione di Donald Trump ha appeso un enorme striscione all'esterno del Dipartimento del lavoro con il suo ritratto e le parole "American Workers First" ("Prima i lavoratori americani").

Ma, mentre lui trascorre tutto il ponte festivo giocando a golf e attaccando sui social Big Pharma sui vaccini anti Covid, l'America dei lavoratori scende in piazza in tutto il Paese contro di lui e i suoi amici Paperoni, sotto lo slogan "Workers Over Billionaires".

Una parola d'ordine che riecheggia quella con cui il senatore socialista Bernie Sanders riempie di folle il suo tour "Fighting Oligarchy": combattere l'oligarchia. Dopo la vasta mobilitazione "No Kings" di giugno, i manifestanti anti Trump sono tornati quindi nelle strade con cortei e raduni incentrati sui lavoratori e sull'iniqua distribuzione della ricchezza, per denunciare quell'1% di miliardari che sta allargando sempre di più il divario economico con il resto dei cittadini.

Oltre mille gli eventi programmati in tutti i 50 Stati e nelle principali città americane, dalla capitale a New York, da Chicago a Los Angeles e San Francisco. Le proteste sono state organizzate dall'Afl-Cio, la più grande federazione sindacale americana, insieme a decine di altri gruppi come Public Citizen, Democracy Forward, Patriotic Millionaires, Bargaining for the Common Good, National Education Association, Indivisible, Working Families Party, MoveOn, American Federation of Teachers, May Day Strong. Un arcipelago di sigle della società civile che punta sulla "resistenza" a Trump.

Come parte di questo movimento, migliaia di lavoratori della ristorazione hanno deciso di protestare davanti alla Trump Tower di New York allestendo un "ristorante in strada" e servendo tacos per simboleggiare l'acronimo derisorio Taco, che significa Trump Always Chickens Out ("Trump fa sempre marcia indietro"). Mobilitazione anche a Chicago, la città di Obama, considerata la culla del movimento per i diritti dei lavoratori negli Stati Uniti ed ora nel mirino delle prossime retate anti migranti di Trump. Nella capitale manifestazioni alle porte dell'area metropolitana, come Alexandria e Silver Spring, ma nel cuore di Washington anche una "Dc Freedom Run" con corridori che hanno esibito cartelli o magliette di protesta.

Trump è stato eletto con la promessa di combattere per i lavoratori e gli americani dimenticati. Ma in molti affermano che il tycoon abbia costantemente messo al primo posto gli interessi suoi e delle aziende durante il secondo mandato, adottando decine di misure che hanno danneggiato i lavoratori, spesso riducendo i loro salari o le loro tutele. "Il suo è un grande tradimento", ha accusato Liz Shuler, presidente dell'Afl-Cio. "Sapevamo che sarebbe stato negativo, ma non avevamo idea della rapidità con cui avrebbe fatto queste cose. Sta eliminando regolamenti che proteggono i lavoratori. I suoi attacchi ai sindacati sono rapidi e furiosi. A parole sembra stare dalla parte dei lavoratori, ma nei fatti fa esattamente l'opposto", ha aggiunto, denunciando "un governo fatto da e per i Ceo e i miliardari". Molti esperti del lavoro affermano che Trump sia persino più anti-sindacale di Ronald Reagan, spesso considerato il presidente più anti-sindacale dei tempi moderni.

Intanto il tycoon chiede alle aziende farmaceutiche di "giustificare il successo" dei vaccini contro il Covid mostrando i dati: un salvagente al suo ministro della sanità no vax Robert Kennedy jr nel pieno della bufera dopo le purghe al Cdc e il licenziamento della responsabile Susan Monarez. A difenderla nove ex direttori dell'agenzia sanitaria, che in una lettera aperta sul Nyt accusano Rfk di "mettere a repentaglio la salute di tutti gli americani".