Il leader serbo-bosniaco annuncia un referendum cruciale e cerca il sostegno della Russia per l'autodeterminazione
Il leader nazionalista serbo-bosniaco Milorad Dodik ha evocato l'indipendenza della Republika Srpska (RS), l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina (BiH) di cui lui è presidente, ribadendo la sua convinzione che la BiH sia un Paese sotto occupazione straniera e "l'ultima colonia in Europa". In una intervista all'agenzia russa Sputnik, ripresa in parte dai media serbi, Dodik ha detto che l'unico modo per "liberare" la Republika Srpska è ottenere la sua indipendenza, e per questo sarà cruciale il referendum del 25 ottobre prossimo. "Se il popolo al referendum stabilirà che è contro l'occupazione, il passo successivo sarà un referendum sull'indipendenza. Nella costituzione della Bosnia-Erzegovina si dice che i popoli - e la BiH è concepita come una comunità di di popoli costitutivi - hanno il diritto all'autodeterminazione", ha affermato il leader serbo-bosniaco. "Noi non abbiamo alcuna ambizione al di fuori di questi confini, ma difenderemo la RS politicamente e con ogni altro mezzo. Mi aspetto che nessuno sarà così pazzo da rispondere alle nostre decisioni politiche facendo uso della forza". "La Republika Srpska non ha alcun motivo di rispettare l'Occidente, al contrario ha motivo di rispettare la Russia e l'America, in particolare il presidente Trump, che hanno preso le distanze dalla costruzione tali stati impossibili"., ha aggiunto Dodik. Il quesito del referendum di ottobre sarà se i serbo-bosniaci sono a favore della condanna di Dodik, della revoca del suo mandato presidenziale e se approvano le decisioni dell'Alto rappresentante internazionale in BiH Christian Schmidt, di cui la RS non riconosce la legittimità. Dodik ha detto di aspettarsi una valanga di 'no' a tale quesito. Nell' intervista a Sputnik, Dodik ha annunciato al tempo stesso un suo prossimo viaggio a Mosca per ottenere dalla dirigenza russa appoggio alle aspirazioni di indipendenza della Republika Srpska, mentre in ottobre si recherà di nuovo in Russia per incontrare il presidente Vladimir Putin. Alla dirigenza di Mosca, ha aggiunto, chiederà di porre il veto in consiglio di sicurezza dell'Onu sull'ulteriore presenza della missione militare europea in BiH (Eufor), da lui considerato un fattore di occupazione.