I paesi europei attivano il meccanismo snapback per reintrodurre le sanzioni, Teheran promette contromisure
Gran Bretagna, Francia e Germania hanno avviato il processo di 30 giorni per reintrodurre le sanzioni dell'ONU all'Iran per il suo programma nucleare revocate con l'accordo del 2015. Un passo destinato ad alimentare le tensioni con la Repubblica islamica, che ha già preannunciato contromisure.
Dopo i falliti tentativi di negoziare con Teheran, che non ha effettuato alcuna proposta concreta, i paesi E3 hanno comunicato in una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la volontà di attivare a partire da oggi il cosiddetto meccanismo "snapback" contro l'Iran.
I ministri degli esteri di Parigi, Londra e Berlino, oltre all'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, hanno comunicato in anticipo la mossa al segretario di Stato americano Marco Rubio, come riporta Axios citando tre fonti informate.
Lo scopo dello "snapback" è quello di reintrodurre rapidamente tutte le sanzioni precedenti all'accordo del 2015 senza il veto dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza (in particolare Russia e Cina): il processo inizia quando uno o più partecipanti all'intesa notificano al segretario generale dell'ONU e al presidente del Consiglio di sicurezza la "significativa inadempienza degli impegni" da parte di Teheran.
Ciò innesca una finestra temporale di 30 giorni durante la quale deve essere adottata una nuova risoluzione per continuare la revoca delle sanzioni, ma ciò è improbabile poiché Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia porrebbero il veto a tale risoluzione, e tutte le sanzioni dell'ONU verranno quindi automaticamente "reintrodotte" senza ulteriori votazioni.
Gli europei vogliono l'attivazione del meccanismo durante la presidenza del Consiglio della Corea del Sud a settembre, prima che la Russia prenda la guida dell'organo delle Nazioni Unite per il mese di ottobre.
"L'Iran non cederà alla pressione, questa è una mossa contro la diplomazia", ha affermato un alto funzionario iraniano. Teheran ha già promesso una risposta alle sanzioni europee "ingiustificate e illegali", sottolineando che la decisione "metterà seriamente a repentaglio" la sua cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).
"Gli Stati Uniti rimangono disponibili ad un coinvolgimento diretto con l'Iran, a sostegno di una risoluzione pacifica e duratura della questione nucleare iraniana", ha commentato da parte sua Rubio, accogliendo con favore lo snapback a lungo auspicato dal presidente Donald Trump. Una mossa che a suo avviso "non contraddice la nostra sincera disponibilità alla diplomazia, anzi la rafforza".
Russia e Cina, invece, hanno diffuso una bozza di risoluzione per il Consiglio di sicurezza in cui si chiede di "estendere di sei mesi" il periodo di attuazione della Risoluzione 2231 che ha sospeso le sanzioni a Teheran. Il vice ambasciatore di Mosca all'ONU, Dmitry Polyanskiy, ha spiegato che il testo è stato messo "in blu", quindi può essere chiesto il voto a breve.
"Il mondo - ha affermato - è a un crocevia, una possibilità è la pace, l'altra è quello che Francia, Gran Bretagna e Germania hanno fatto oggi attivando lo snapback. Comunque per noi non ha nessuna rilevanza legale poiché questi paesi non hanno mai attuato l'accordo del 2015 in buona fede, e hanno agito in assoluta violazione dell'intesa". "Ai paesi europei - ha sottolineato - non interessa la diplomazia e la mossa è assolutamente illegale".
Il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres, dal canto suo, ha chiesto ai partecipanti all'accordo sul nucleare iraniano e al Consiglio di sicurezza di sfruttare la finestra dei 30 giorni per proseguire i negoziati allo scopo di trovare una soluzione diplomatica che garantisca la natura pacifica del programma nucleare di Teheran e apporti benefici economici al popolo della Repubblica islamica.