Estero

Il governo britannico accelera sulla riduzione dei migranti negli hotel

Nuove misure per snellire i ricorsi d'asilo e affrontare le proteste anti-migranti in Inghilterra

25 agosto 2025
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Il governo laburista britannico vuole rendere più rapido l'iter per la valutazione dei ricorsi in appello delle domande di asilo respinte nel tentativo di ridurre il numero di migranti che soggiornano, in attesa di una decisione finale, all'interno degli hotel al centro di un'ondata di proteste in Inghilterra nel fine settimana. La ministra degli Interni Yvette Cooper ha annunciato l'introduzione di misure per porre fine a "ritardi inaccettabili", come l'istituzione di un nuovo organismo per affrontare l'arretrato di circa 51 mila casi. È solo l'ultima iniziativa in un dossier, quello dell'immigrazione illegale e del sistema di accoglienza, che sta sfuggendo di mano al premier Keir Starmer.

Ieri e sabato si sono svolte diverse proteste anti-migranti vicino agli hotel che ospitano i richiedenti asilo, spesso con contro-manifestazioni di gruppi anti-razzisti, degenerate talvolta in scontri limitati. La polizia di Liverpool ha compiuto 11 arresti fra i gruppi rivali che si sono fronteggiati nelle vie della città. Mentre diversi consigli municipali, anche laburisti, sono pronti ad avviare azioni legali per chiudere le strutture alberghiere gestite dal ministero dell'Interno seguendo l'esempio del sobborgo londinese di Epping.

L'autorità locale aveva infatti ottenuto un'ingiunzione provvisoria dall'Alta Corte per rimuovere i richiedenti asilo all'interno del Bell Hotel, al centro da settimane di manifestazioni anti-migranti dopo l'incriminazione di un uomo originario dell'Etiopia per molestie sessuali nei confronti di una minorenne.

Ma le critiche al governo Starmer sono ormai generalizzate: secondo un sondaggio di YouGov, per il 71% dei britannici, tra cui il 56% di elettori laburisti, sir Keir sta gestendo male quella che ormai viene definita come la "crisi" del sistema di accoglienza basato sugli hotel. Non può che approfittarne il leader del trumpiano Reform UK, Nigel Farage: oltre a voler chiudere le strutture ha rilanciato con un piano di rimpatri di massa dei migranti che arrivano nel Regno Unito a bordo di piccole imbarcazioni.