Estero

La Bolivia volta pagina dopo vent'anni di governo del Mas

Il Paese si prepara a un ballottaggio tra Rodrigo Paz Pereira e Jorge Quiroga, segnando una svolta a destra

18 agosto 2025
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Le elezioni in Bolivia hanno sancito la fine di un'era politica in America Latina. Dopo quasi vent'anni al potere, il Movimento al Socialismo (Mas) di sinistra ha subito una sconfitta storica alle urne, secondo i risultati preliminari diffusi dal Tribunale supremo elettorale.<\/p>

Completamente lacerato tra i gruppi dell'ex presidente Evo Morales e dell'attuale capo di Stato, Luis Arce, il Mas è imploso. Eduardo del Castillo, sostenuto da Arce, ha ottenuto il 3,2% delle preferenze. Il candidato di sinistra più votato è stato il presidente del Senato, Andrónico Rodríguez, che si proponeva come una figura di conciliazione in seno al movimento progressista, fischiato e preso a sassate davanti al seggio elettorale, ha ottenuto l'8,1%.<\/p>

Morales, escluso per mano della giustizia dalla corsa per il quarto mandato, ha guidato dalla giungla del Tropico di Cochabamba la sua strategia del voto nullo. In effetti le schede in bianco hanno totalizzato un sorprendente 19%, un risultato che il primo presidente indigeno della Bolivia, potrebbe cercare di far valere. Ispiratore di proteste e blocchi stradali negli ultimi mesi, accusato di traffico di esseri umani e di aver messo incinta una ragazza di 15 anni, il leader ha convocato i suoi supporter per mercoledì, mentre già teme per il suo arresto. "Non so cosa farò quando verranno a prendermi", ha fatto sapere.<\/p>

Il Paese andino, piegato dalla crisi economica con scarsità di riserve in dollari, una forte svalutazione, un'inflazione al 25% e penuria di combustibili, ha deciso di svoltare a destra, con un inedito ballottaggio, che si terrà il 19 ottobre, tra il senatore Rodrigo Paz Pereira (Partito Democratico Cristiano) e l'ex presidente Jorge 'Tuto' Quiroga (Alianza Libre).<\/p>

Paz Pereira, col maggior numero di voti al 32,1%, è stato una sorpresa. Il senatore di centro-destra di 57 anni, figlio dell'ex presidente Jaime Paz Zamora, che guidò la Bolivia negli anni '90, aveva iniziato la campagna con solo il 3% dei consensi, ma il suo programma, l'Agenda 50/50 incentrata sullo sviluppo economico inclusivo, secondo gli osservatori, ha intercettato anche gruppi di ex elettori del Mas. Con piglio pragmatico il candidato guarda a ottobre: "Abbiamo solo acquisito il diritto a giocare la finale, che si tiene tra due mesi. Ma non si vince fino a quando non si è vinto", ha detto il parlamentare commentando la notizia del ballottaggio. A lui è già andato l'appoggio dell'imprenditore milionario Samuel Doria Medina, che col 20,2% delle preferenze si è piazzato al terzo posto.<\/p>

Quiroga, 65 anni, ha riportato invece il 26,8%. L'ex presidente, ritenuto un 'tecnocrate', che ha guidato il Paese nel 2001, dopo la dittatura di Hugo Banzer, è ritenuto legato alla élite economica boliviana. 'Tuto' ha condotto la campagna elettorale con lo slogan: 'CambioRadical' e la sua ricetta prevede un piano di salvataggio col sostegno del Fondo monetario internazionale, per rimettere subito in piedi la Bolivia. "Si è conclusa una lunga notte di due decadi", ha reagito a caldo di fronte ai dati preliminari.<\/p>

Il voto è stato sotto la lente anche di varie missioni di osservazione internazionale. Tra le delegazioni a La Paz, quella della Ue capitanata da Davor Stier a cui si è aggiunto un gruppo di europarlamentari guidato dalla progressista Annalisa Corrado (Pd), con la partecipazione del deputato di destra Michele Picaro (Fdi-Ecr). A condurre invece un progetto di mitigazione del conflitto elettorale è stato il Centro europeo di appoggio elettorale (Eces), presieduto da Monica Frassoni.<\/p>