Kim Yo-jong smentisce le voci di distensione e critica le speranze di Seul di migliorare le relazioni
Kim Yo-jong, la potente sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, ha escluso che lo Stato eremita abbia smantellato i suoi altoparlanti al servizio della contro-propaganda anti-Seul lungo il confine intercoreano, assicurando che "non c'è alcuna intenzione di farlo". Kim, la numero due del Dipartimento della propaganda del Partito dei Lavoratori, ha affermato che "la Corea del Sud sogna la primavera in un periodo fuori stagione".
In una dichiarazione intitolata "La speranza di Seul non è altro che un sogno folle", dall'agenzia ufficiale Kcna, Kim ha replicato alle dichiarazioni del presidente Lee Jae-myung del 12 agosto, quando ha affermato che il Nord aveva iniziato a rimuovere alcuni dei suoi altoparlanti, interpretando il gesto come un potenziale segnale di distensione. "Se un sogno ricorre troppo spesso, sarà allora uno vuoto, e così tante supposizioni porteranno a così tante contraddizioni che non saranno risolte", ha continuato. "Abbiamo chiarito più volte che non abbiamo intenzione di migliorare le relazioni con la Corea del Sud, fedele servitore e alleato degli Stati Uniti, e questa posizione e questo punto di vista conclusivi saranno sanciti nella nostra Costituzione in futuro", ha affermato Kim.
Il 9 agosto, i Capi di Stato maggiore congiunti della Corea del Sud hanno dichiarato che il Nord aveva iniziato a rimuovere alcuni dei suoi altoparlanti in risposta agli sforzi di smantellamento del Sud. Tuttavia, solo un piccolo numero dei circa 40 siti di altoparlanti del Nord sarebbe stato interessato.
Kim ha respinto la decisione di Seul e Washington di modificare alcune parti dell'esercitazione militare 'Ulchi Freedom Shield', che avrebbe dovuto iniziare il 18 agosto, affermando: "Non merita elogi e si rivelerà inutile".
La sorella del leader ha affrontato le speculazioni secondo cui il summit tra i presidenti americano Donald Trump e russo Vladimir Putin, previsto per venerdì in Alaska, potrebbe portare alla ripresa dei colloqui tra Washington e Pyongyang. Le relazioni personali tra i leader di Usa e Corea del Nord "non si rifletteranno nella politica" perché "se gli Stati Uniti persistono con il modo di pensare obsoleto, l'incontro tra i massimi leader rimarrà solo una 'speranza' per la parte americana".