La Commissione palestinese denuncia l'approvazione di 39 piani regolatori che minacciano la creazione di uno Stato palestinese
La Commissione palestinese per la resistenza agli insediamenti ha rivelato un piano sistematico di Israele per trasformare numerosi avamposti coloniali di grandi dimensioni in Cisgiordania e intorno a Gerusalemme in veri e propri insediamenti. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa.
Diversi piani regolatori riguardano "massicce espansioni" nella colonia di Eli, "nell'ambito di una strategia più ampia per separare la Cisgiordania centrale dalla sua parte settentrionale attraverso un blocco coloniale che si estende tra gli insediamenti di Shilo ed Eli e gli avamposti circostanti, nell'area tra i governatorati di Ramallah e Nablus".
Nel solo mese di luglio - afferma il capo della Commissione Mu'ayyad Shaaban, gli enti di pianificazione israeliani hanno esaminato 39 piani regolatori: 34 per gli insediamenti in Cisgiordania e 5 per gli insediamenti all'interno dei confini municipali di Gerusalemme. Di questi, 22 sono stati approvati e 12 sono stati depositati, per un totale di 4.492 unità insediative approvate e 1.095 unità in attesa di approvazione su circa 2.000 ettari di territorio palestinese.
Secondo Shaaban, Israele "continua a imporre fatti concreti sul suolo palestinese, il che frammenterà il territorio palestinese e imporrà un sistema di enclave isolate per eliminare la possibilità di un futuro Stato palestinese". "Le gravi violazioni commesse dallo Stato occupante sul territorio non solo violano le capacità e i diritti inalienabili del popolo palestinese - ha osservato -, ma violano anche ulteriormente le risoluzioni della comunità internazionale, le risoluzioni delle Nazioni Unite e le posizioni giuridiche dichiarate".