Rapporto annuale evidenzia torture e violenze sessuali nelle strutture di detenzione militari
Le Nazioni Unite hanno compiuto importanti progressi nella raccolta di prove di crimini contro persone detenute dalle autorità militari del Myanmar e nell'accertamento dell'identità degli autori di tali crimini, afferma il rapporto annuale del Meccanismo investigativo indipendente per il Myanmar pubblicato oggi a Ginevra. I crimini includono tortura e violenza sessuale.<\/p>
Mentre il numero di gravi crimini internazionali in Myanmar continua ad aumentare, "abbiamo scoperto prove significative, tra cui testimonianze oculari, che mostrano torture sistematiche nelle strutture di detenzione", ha detto il responsabile del Meccanismo Nicholas Koumjian. "Stiamo lavorando affinché un giorno i responsabili dovranno rispondere delle loro azioni in tribunale", e "siamo pronti a sostenere qualsiasi giurisdizione disposta e in grado di perseguire questi crimini."<\/p>
Il rapporto, che si concentra sul periodo dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025, descrive in dettaglio le torture, tra cui percosse, scosse elettriche, strangolamenti, stupri di gruppo, ustioni di organi sessuali e altre forme di violenza sessuale, precisa un comunicato.<\/p>
Il Meccanismo ha anche raccolto prove che identificano i responsabili di esecuzioni sommarie di combattenti o civili catturati, sia da parte delle forze di sicurezza del Myanmar e dalle milizie affiliate, sia da gruppi armati di opposizione.<\/p>
Gli esperti del Meccanismo, creato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2018, hanno avviato nuove indagini sulle atrocità commesse contro diverse comunità nello Stato di Rakhine e stanno inoltre lavorando per identificare i responsabili coinvolti negli attacchi aerei contro scuole, abitazioni e ospedali che hanno ferito e ucciso civili, anche nei giorni successivi al terremoto dello scorso marzo.<\/p>
Il Meccanismo indipendente condivide le prove e le analisi con le autorità che lavorano sui casi in corso riguardanti i Rohingya presso la Corte penale internazionale, la Corte internazionale di giustizia e in Argentina, e sta inoltre rispondendo a specifiche richieste di informazioni da parte del Regno Unito.<\/p>