Le vite di milioni di palestinesi sarebbero ulteriormente a rischio, così come quelle degli ostaggi ancora in mano ad Hamas

Un alto funzionario delle Nazioni Unite ha ammonito che l'espansione delle operazioni militari israeliane all'interno di Gaza rischierebbe "conseguenze catastrofiche".
Un ampliamento della guerra "rischierebbe conseguenze catastrofiche per milioni di palestinesi e potrebbe mettere ulteriormente in pericolo la vita degli ostaggi rimasti a Gaza", ha dichiarato Miroslav Jenca, assistente del Segretario generale delle Nazioni Unite per l'Europa, l'Asia centrale e le Americhe, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza.
"Non esiste una soluzione militare al conflitto a Gaza o al più ampio conflitto israelo-palestinese", ha aggiunto.
Nessun governo europeo, a eccezione (forse) di quello ungherese, è pronto a schierarsi con Benjamin Netanyahu in merito all'occupazione della Striscia di Gaza. A Bruxelles e dintorni sono ben consapevoli delle imprevedibili ripercussioni che una simile offensiva potrebbe avere da un punto di vista diplomatico, umanitario e della sicurezza stessa dell'Ue. Il passo del governo israeliano sarebbe visto come un ultimo azzardo, e allontanerebbe ulteriormente l'esecutivo guidato da Netanyahu dall'Europa. Al momento, in ogni caso, a Bruxelles si predica prudenza.
KeystoneUna bimba feritaLe domande su una reazione dell'Ue a una eventuale offensiva di terra su Gaza sono dribblate come "if questions", ovvero quesiti che riguardano fatti non ancora accaduti. Nel corso del briefing con la stampa, tuttavia, la Commissione ha voluto mettere alcuni punti in evidenza. "L'Ue rigetta qualsiasi modifica demografica e territoriale" della Striscia di Gaza che vada "contro il diritto internazionale": "Gaza deve essere parte di uno Stato di Palestina e Hamas non deve avere alcun ruolo", ha rimarcato una portavoce del Servizio di Azione Esterna parlando di una "posizione chiara" dell'esecutivo europeo a riguardo. La Striscia di Gaza - ha aggiunto - "deve essere parte di uno Stato palestinese con Hamas che non deve avere più alcun ruolo" sul territorio e dopo "il rilascio" di tutti gli ostaggi.
Le parole della portavoce non sembrano dar luogo a perplessità. Eppure, chi da mesi punta a sensibilizzare le istituzioni europee sulla situazione umanitaria di Gaza, non può dirsi soddisfatto. Le armi dell'Ue di fronte ai blitz di Netanyahu si sono già dimostrate spuntate. Come ha ricordato la stessa Commissione, perfino lo stop parziale dei fondi per il programma Horizon destinati a Israele non è riuscito a guadagnare la maggioranza qualificata dei 27, complici le posizioni non favorevoli della Germania soprattutto, ma anche dell'Italia. "Abbiamo messo la proposta sul tavolo, spetta agli Stati membri approvarla", ha sottolineato una portavoce di Palazzo Berlaymont. Un'eventuale occupazione di Gaza sposterebbe probabilmente gli equilibri, ma con che tempi? La presidenza danese, prima di suonare la campanella per le ferie estive, ha preavvertito che eventuali riunioni d'urgenza dei Rappresentanti Permanenti dei 27 sul dossier Israele non sono escluse.
KeystoneA caccia di aiutiL'idea che si possa arrivare a una sospensione dell'accordo di associazione con Israele in pieno agosto resta tuttavia di ardua praticabilità, nonostante la lettera degli oltre 1.200 funzionari europei che hanno chiesto a Ursula von der Leyen e Kaja Kallas di "agire ora" per stoppare la carestia di Gaza. "La situazione umanitaria a Gaza rimane insostenibile, ecco perché è urgente garantire l'afflusso di aiuti", ha spiegato la Commissione assicurando che Bruxelles monitora rigidamente l'applicazione dell'intesa raggiunta con Israele sul sostegno alla Striscia. a.