Il Brasile prepara contromisure commerciali e diplomatiche contro i dazi del 50% imposti dagli Stati Uniti
Il governo brasiliano mette a punto la risposta ai dazi del 50% annunciati dagli Stati Uniti su tutte le esportazioni brasiliane. Pur giudicando la misura statunitense "eminentemente politica e priva di qualsiasi razionalità economica", Brasilia intende agire, almeno inizialmente, su un piano strettamente commerciale.
Il Planalto, in ogni caso, non nutre aspettative di un passo indietro da parte di Donald Trump. Per questo - secondo il ministro della Comunicazione Sidônio Palmeira - il presidente Luiz Inácio Lula da Silva è determinato a seguire la strada delle contromisure sulla base reciprocità e non intende telefonare al suo omologo statunitense.
Secondo O Globo, il governo attenderà fino al 1° agosto prima di attuare misure concrete, lasciando comunque spazio a un possibile negoziato. Tra le ritorsioni al vaglio ci sono l'aumento dei dazi sull'export statunitense, la revoca di brevetti farmaceutici e la tassazione più elevata su film, libri e contenuti soggetti a diritto d'autore. Il governo valuta anche un ricorso all'Organizzazione mondiale del Commercio, ritenendo che i nuovi dazi violino il principio della concorrenza leale, dato che la bilancia commerciale è deficitaria per il Brasile.
Al termine di una riunione di emergenza, come riportato da Metrópoles, Lula ha stabilito un piano d'azione articolato su tre fronti. Il primo: incontri con i settori economici più colpiti per cercare di far fronte comune. Il secondo: l'attivazione della diplomazia, con incarico al vicepresidente Geraldo Alckmin e ai ministri degli Esteri Mauro Vieira e delle Finanze Fernando Haddad di cercare le autorità Usa. Il terzo: lo scontro politico interno, con il Planalto deciso ad attribuire la responsabilità dei dazi al suo predecessore Jair Bolsonaro e alla sua area conservatrice.
Dopo quasi 24 ore di silenzio, Lula dovrebbe intervenire già oggi con un discorso a reti unificate per illustrare la linea del governo.