La Fed è ben posizionata per attendere una maggiore chiarezza sull'inflazione e l'attività economica. E' quanto emerge dai verbali dell'ultima riunione della banca centrale di giugno, secondo i quali i rischi di un'inflazione più elevata e di un mercato del lavoro più debole sono calati pur restando elevati.
Pur essendoci un accordo sul fatto che è necessario attendere maggior chiarezza prima di procedere sui tassi, i verbali rivelano comunque divisioni all'interno della Fed su come procedere.
Un paio di membri della banca centrale si sono detti aperti a valutare un taglio dei tassi di interesse a luglio nel caso in cui i dati si evolvessero secondo le loro attese. Altri partecipanti hanno affermato che il percorso più appropriato prevederebbe invece l'assenza di tagli ai tassi nel 2025.
La Fed è sotto attacco del presidente Donald Trump che chiede a gran voce un taglio dei tassi di interesse. "Sono troppo alti di almeno tre punti", ha spiegato mettendo in evidenza che ogni punto costa 360 miliardi di dollari l'anno.