Una fonte militare conferma danni limitati durante la 'guerra di 12 giorni', mentre emergono dettagli su basi colpite
Per la prima volta, una fonte militare israeliana ha ammesso parlando con la Reuters, citata dai media israeliani, che alcuni siti militari sono stati danneggiati dagli attacchi missilistici iraniani durante la "guerra di 12 giorni".<\/p>
Secondo la fonte, si tratta di "pochissime" strutture e le attività operative non ne sono state danneggiate. Due giorni fa un report del Telegraph basato su dati satellitari ha riferito che almeno cinque basi sono state colpite.<\/p>
Tra le basi, secondo la mappa pubblicata sul sito, figurano Camp Zipporit vicino a Nazareth, Camp Glilot e la base di Tel Nof. Il rapporto britannico non ha specificato se queste fossero tutte le basi colpite, e ha anche affermato che tra due settimane i ricercatori dell'Università dell'Oregon pubblicheranno un resoconto più completo.<\/p>
Ieri Ynet ha rivelato che durante i combattimenti con l'Iran, l'Idf ha attivato uno "stato maggiore ombra", composto dal vice capo di stato maggiore Tamir Yadai, generali di riserva e tenenti generali aggiunti, nel caso in cui il capo di stato maggiore Eyal Zamir, e alti ufficiali dello stato maggiore fossero rimasti feriti. Il quartier generale alternativo era gestito da una posizione segreta, disconnesso dalle normali infrastrutture di comunicazione, per garantire l'immunità da attacchi informatici e intrusioni fisiche.<\/p>
La struttura era stata progettata per entrare in funzione solo in caso di "perdita completa del comando". Lo scenario non si è concretizzato ma si sono effettivamente verificati tentativi di attaccare il quartier generale di Tel Aviv con missili di precisione e droni. In un caso, un missile balistico ha colpito vicino alla Kirya nei pressi della Torre Da Vinci e del complesso Azriel.<\/p>