La presidente della Commissione europea sottolinea la necessità di riequilibrare i rapporti economici e affrontare le sfide globali
"Siamo pronti a scrivere un nuovo capitolo nella relazione con la Cina. Uno più equilibrato e stabile. Dobbiamo riequilibrare le nostre relazioni economiche, portare avanti la riduzione dei rischi e promuovere la diplomazia su questioni globali, tra cui il clima". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo nel dibattito sulle relazioni UE-Cina. La strategia europea, ha evidenziato, prevede di dialogare e "ridurre i rischi" senza distaccarsi da Pechino.
Dall'"Impero di mezzo" provengono "rischi molto concreti per l'Europa, di natura sia strategica che sistemica" che "incidono sulla nostra sicurezza e sulla nostra competitività", ha sottolineato la leader tedesca, osservando come Pechino abbia "un sistema completamente diverso e strumenti unici a sua disposizione per giocare al di fuori delle regole" commerciali.
"Questo, ad esempio, consente alla Cina di inondare i mercati globali con sovraccapacità sovvenzionate" da aiuti pubblici, "non solo per potenziare le proprie industrie, ma anche per soffocare la concorrenza internazionale", ha proseguito.
"La Cina non può fare affidamento sulle esportazioni per risolvere le sue sfide economiche interne. La sovraccapacità produttiva deve essere affrontata alla fonte. Non può essere semplicemente scaricata sui mercati globali. Questo è il messaggio chiaro alla base" anche "della nostra indagine sulle auto elettriche" cinesi che ha portato all'introduzione dei dazi lo scorso anno, ha spiegato la von der Leyen.
"Il surplus commerciale della Cina con l'Europa ha superato i 300 miliardi di euro lo scorso anno e questo mentre diventa sempre più difficile per le aziende europee fare affari in Cina - ha denunciato la presidente della Commissione europea -: i nostri prodotti sono sistematicamente discriminati negli appalti pubblici a causa delle politiche" governative, che concedono a "beni e servizi realizzati in Cina di ottenere automaticamente un vantaggio di prezzo del 20% nelle gare d'appalto pubbliche".
"Il sistema" degli appalti "è palesemente truccato: quindi abbiamo intrapreso azioni per riequilibrare il mercato per i dispositivi medici, ad esempio, perché è una questione di reciprocità", ha ricordato, chiedendo "progressi tangibili" a Pechino "sulle richieste" europee "di accesso al mercato" e sul dossier della sovraccapacità spinta dai maxi-sussidi di Stato.
"Se la Cina afferma di difendere il multilateralismo, allora deve rispettare le regole e i principi del commercio internazionale sanciti dall'Organizzazione mondiale del commercio" (WTO/OMC), ha avvertito la von der Leyen.
Quest'ultima ha anche affermato che "la Cina è diventata anche un attore formidabile nell'informazione e nel cyberspazio globali" e l'UE intende essere "molto vigile contro qualsiasi forma di operazioni di influenza e attacchi informatici", ha proseguito la presidente della Commissione europea.
Quanto alla guerra in Ucraina, ha affermato che "sappiamo che il sostegno incrollabile della Cina alla Russia sta creando instabilità e insicurezza ancora maggiori per l'Europa. Possiamo affermare che la Cina sta di fatto favorendo l'economia di guerra russa e non possiamo accettarlo".
"Il modo in cui la Cina continuerà a interagire con (il presidente russo Vladimir) Putin e la sua guerra sarà un fattore determinante per le future relazioni tra l'UE e la Cina. Se la Cina afferma di difendere l'ordine basato sulle regole internazionali - ha ancora asserito la von der Leyen-, allora dovrebbe condannare inequivocabilmente la grave violazione da parte della Russia della sovranità, dell'integrità territoriale e dei confini riconosciuti a livello internazionale dell'Ucraina e agire di conseguenza", ha evidenziato.
La sfida, ha evidenziato quindi von der Leyen, sarà "fare progressi concreti e trovare soluzioni eque alle questioni in cui siamo rimasti bloccati per troppo tempo: prevedibilità e affidabilità". "È questo il messaggio che porterò al vertice UE-Cina" in programma il 24 e 25 luglio, ha aggiunto, ribadendo che le priorità sul tavolo saranno "tre": "riequilibrare le relazioni economiche, ridurre i rischi e promuovere la diplomazia su questioni globali, incluso il clima".