Estero

Trump minaccia l'Europa con nuovi dazi commerciali

Il presidente americano critica l'UE per la lentezza nelle trattative e chiede un accordo equo

17 giugno 2025
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Donald Trump gela l'Europa sui dazi. Con la scadenza del 9 luglio che si avvicina a grandi passi, il presidente americano torna a incalzare il Vecchio Continente chiedendo di più nelle trattative.

L'Ue "per il momento" non sta offrendo un "accordo equo" sui dazi, ha detto a bordo dell'Air Force One rientrando negli Stati Uniti dal G7 dal Canada in anticipo per la crisi fra Iran e Israele. "O troviamo una buona intesa o pagheranno qualsiasi cifra", ha aggiunto ribadendo ancora una volta che l'Ue è stata creata per "danneggiare gli Stati Uniti sul piano commerciale". Il tycoon ha incontrato lunedì Ursula von der Leyen a margine dei lavori del G7 in Canada e al termine del faccia a faccia la presidente della Commissione europea ha riferito che con Trump è stato deciso di chiedere ai rispettivi team "di accelerare il lavoro per raggiungere un accordo equo e giusto".

L'amministrazione Usa è frustrata da tempo dalla lentezza con cui si muove l'Europa e più volte ha denunciato che la mancanza di un interlocutore unico rende le trattative complicate. A Bruxelles si continua però a lavorare a testa bassa per portare a casa il risultato ed evitare che i dazi universali del 10% balzino al 50% qualora non fosse raggiunta un'intesa. In caso di mancato accordo, comunque, l'Europa si riserva il diritto di usare il suo 'bazooka' per colpire gli Stati Uniti.

Con Trump rientrato d'urgenza a Washington, a fare le sue veci al G7 è stato il segretario al Tesoro Scott Bessent, il negotiator-in-chief sui dazi. Dopo aver chiuso l'intesa quadro con la Cina, Bessent ha preso in mano gli altri dossier e lavora per cercare di chiudere accordi con i principali partner entro luglio, quando scade la pausa decisa dal presidente. Una scadenza non facile da rispettare. Al G7 Trump ha finalizzato l'intesa con il Regno Unito, ma all'appello mancano tutti gli altri maggiori partner commerciali, non solo l'Ue. Con la Cina è stato raggiunto solo un accordo quadro per l'applicazione della tregua siglata nelle scorse settimane a Ginevra per la riduzione dei dazi del 115%. Nulla di fatto neanche con il Giappone: i negoziati proseguono dietro le quinte ma le divergenze, secondo indiscrezioni, restano ampie.

A complicare le trattative americane sono, secondo gli osservatori, i cambi di posizione di Trump che affida al suo social Truth la comunicazione della maggior parte delle sue politiche, spiazzando in molti casi i suoi interlocutori che si sentono un po' sulle montagne russe. Dopo aver mantenuto la calma per settimane, Wall Street inizia a mostrare segnali di tensione per la mancanza di intese commerciali concrete che evitino di tornare ai dazi annunciati il 2 aprile, 'il giorno della liberazione' come lo ha definito Trump. Già nervosi per il conflitto fra Iran e Israele, i listini americani guardano con crescente preoccupazione alla scadenza di luglio, dubbiosi sulla possibilità che nelle prossime settimane ci possa essere una svolta con gli attesi annunci commerciali che l'amministrazione promette da tempo ma che finora non ha presentato.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni