Estero

Proteste studentesche in Serbia: tensioni a Novi Sad e Belgrado

Manifestanti chiedono elezioni anticipate e nuove normative per l'istruzione superiore, mentre la polizia interviene per mantenere l'ordine

17 giugno 2025
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In Serbia, dove prosegue la protesta del movimento degli studenti appoggiati dalle opposizioni, si sono registrati nelle ultime ore incidenti a Novi Sad (nord), dove gruppi di manifestanti hanno bloccato da ieri sera gli ingressi al locale municipio chiedendo elezioni locali anticipate.

Nelle prime ore di stamane è intervenuta la polizia, che ha respinto i dimostranti, consentendo l'ingresso nell'edificio dei responsabili comunali per la prevista riunione in aula. Il municipio è stato transennato, e resta presidiato da reparti di polizia in assetto antisommossa, in una situazione di persistente tensione.

A Belgrado prosegue intanto per il nono giorno consecutivo la protesta di un folto gruppo di professori e dipendenti della locale Università, che chiedono una nuova normativa in fatto di finanziamento dell'istruzione superiore e organizzazione delle attività in seno alle facoltà.

Con lo slogan "Università in rivolta" i dimostranti hanno eretto tende davanti alla sede del governo nel centro della capitale, costringendo da giorni al blocco di un incrocio nevralgico fra due delle arterie più trafficate di Belgrado - Kneza Milosa e Nemanjina. La polizia quotidianamente è impegnata a deviare i flussi di traffico verso le vie adiacenti, con inevitabili ingorghi, disagi e proteste degli automobilisti.

E prosegue la protesta degli studenti, che non si è mai fermata da novembre, con cortei, raduni e blocchi stradali improvvisati sia nella capitale che nelle altre principali città della Serbia. Alle loro richieste di elezioni anticipate, il presidente Aleksandar Vucic ha risposto che il voto subito è fuori discussione, e che alle urne si tornerà a fine 2026 o inizio 2027, con il paese impegnato a preparare Expo 2027, la rassegna specializzata in programma fra due anni a Belgrado.

Una nuova grande manifestazione antigovernativa è stata indetta dagli studenti per il 28 giugno, giorno in cui la Serbia celebra la storica ricorrenza del Vidovdan (Giorno di San Vito), l'anniversario dell'epica battaglia del 1389 contro i Turchi a Kosovo Polje. Per evitare possibili incidenti di piazza, le autorità hanno deciso di rimandare un raduno di sostenitori del governo previsto per quello stesso giorno.